Guizzi radicali

A. S.

Aprileonline 30 aprile 2008

Il partito di Pannella promuove una tre giorni a Chianciano Terme per discutere delle batoste elettorali e lanciare "un processo di aggregazione delle forze liberali, socialiste, laiche, ambientaliste e arcobaleniste", ottiene il riconoscimento dello status di "delegazione" all'interno dei gruppi Pd e attacca Di Pietro

Squilli di tromba radicali. Dall'Assemblea dei mille all'ottenimento dello status di "delegazione" all'interno dei gruppi, alla Camera e al Senato, del Partito democratico, affinché i sei deputati e i tre senatori eletti nelle liste veltroniane trovino adeguata autonomia di battaglia. Fino alle accuse all'Italia dei valori.

L'assemblea. E' l'ultimo coniglio uscito dal cilindro del leader Marco Pannella. L'iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa con il capo storico, Emma Bonino, il socialista Mauro Del Bue e gli eletti radicali. Sarà, nelle intenzioni, un appuntamento aperto a tutti (prende il nome di "assemblea dei mille", intesa contemporaneamente come auspicio numerico e forma organizzativa) per discutere, a Chianciano Terme, le cause della sconfitta del centrosinistra nelle ultime tornate elettorali e, a seguire, cercarne le soluzioni.

Sarà una tre giorni, da venerdì a domenica. In perfetto stile radicale, sono attesi anche esponenti della parte politica avversa: ci sarà l'ex sottosegretario e papabile ministro del Welfare Maurizio Sacconi, del Popolo della libertà. Analisi, diagnosi ma soprattutto discussione. Invitati l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti e il ministro dell'Interno Giuliano Amato, che non hanno ancora dato risposta. Annunciato addirittura un non meglio precisato intervento del presidente del Consiglio uscente Romano Prodi. Arrivate adesioni sparse all'interno del campo dell'ex maggioranza: l'ex senatore di Rifondazione comunista Salvatore Bonadonna, con la motivazione: "Tra chi cerca e chi ha certezze precostituite, io preferisco la ricerca, preferisco fare ricerca, indagare come si è trasformata la società e la cultura politica di questo Paese". Poi Cesare Salvi e Pietro Folena della Sinistra arcobaleno, Ignazio Marino e Luigi Manconi del Pd.

Le prospettive dell'assemblea sono ben spiegate in una lettera che Pannella, Bonino e gli eletti radicali hanno inviato ai vertici del Pd: "Vogliamo promuovere un percorso comune che possa costituire anche fuori del Parlamento l'avvio di un processo di aggregazione delle forze liberali, socialiste, laiche, ambientaliste, 'arcobaleniste' attraverso le doppie tessere e una nuova forma-partito". Ha spiegato la Bonino: "Sarà un dibattito a cielo aperto per coinvolgere anche tutti coloro che sono stati esclusi dalle istituzioni. Vogliamo coinvolgere migliaia di cittadini che nelle ultime elezioni hanno semmai attraversato scelte diverse rispetto a quelle del passato. E' necessario sostenere uno scenario politico difficile ma interessante, impedendo che al nuovo venga sovrapposto il 'nuovismo' che ci ricondurrebbe al punto di partenza".

Federarsi. I radicali si sono incontrati nel pomeriggio di oggi (mercoledì) con il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro e il vicesegretario Dario Franceschini. L'obiettivo era ottenere un patto che permettesse ai nove parlamentari di avere maggiori visibilità e libertà d'azione, farsi riconoscere una maggiore autonomia d'azione all'interno dei due gruppi democratici di cui i radicali, formalmente, fanno parte. La delegazione di Pannella, composta tra gli altri dalla Bonino e dal segretario del partito Rita Bernardini, ha centrato lo scopo: "Quella dei Radicali sarà una delegazione nel gruppo del Partito democratico. Una delegazione ha la sua specificità, ha interesse a lavorare con il gruppo ma viene riconosciuta come specificità", ha detto la Bonino al termine dell'incontro a cui erano presenti anche Nicola Latorre e Marina Sereni.

I radicali, quindi, sono riusciti a tenere in piedi l'identità del partito dopo averla fatta sopravvivere ottenendo accoglienza elettorale nelle liste di Walter Veltroni. Il progetto è stato messo nero su bianco nella stessa lettera in cui si è spiegata la "mission" dell'assemblea dei mille, che ha preceduto il vertice di Montecitorio. La richiesta di maggiore autonomia parlamentare prende avvio dalla constatazione che "le cose sono andate in modo diverso da quello che voi avevate preannunciato, previsto e auspicato, in particolare rispetto alla questione della motivazione fondamentale, ufficiale e pubblica, per la quale avete consentito all'Italia dei valori la presentazione autonoma collegata, mentre l'avete negata a noi. Oggi invece, il Gruppo nel quale ci proponete l'ingresso non include gli esponenti dell'Italia dei valori". Pannella e i suoi avevano perciò messo sul piatto, "sulla base del regolamento del Gruppo Parlamentare dell'Ulivo - che riconosceva le componenti all'interno del gruppo - di instaurare un rapporto di tipo federativo o, meglio, di nostra federazione a voi. E' più che mai necessario ora, che ci venga riconosciuto questo carattere di soggetto politico che voi ci avete sin qui negato presso l'opinione pubblica, impedendoci di presentare una lista radicale collegata al Pd. Vogliamo una nuova partenza che veda l'alleanza politica tra noi e voi, consapevoli delle difficoltà che oggi il Partito democratico deve affrontare anche in base al risultato di ieri". L'assemblea dei mille e la federazione parlamentare sono collegati, perché una maggiore autonomia in Parlamento consentirebbe ai radicali di avere a disposizione "forme, mezzi, persone, responsabilità e strutture" per dare maggiore incisività al processo di aggregazione di cui il convegno di Chianciano si propone di essere la tappa iniziale.

Schermaglie. Nel mirino di Pannella, già nelle pieghe della richiesta di federazione parlamentare, c'è l'Italia dei valori. Sono volate, nel corso della giornata, accuse agli esponenti dipietristi. Ha detto il leader radicale: "La sconfitta di Rutelli a Roma è stata determinata dalla quasi provocatoria scelta del Pd di allearsi con i giustizialisti dell'Idv, scegliendo una posizione da uomini d'ordine piuttosto che da liberali e garantisti. Ma sulla giustizia da parte di Di Pietro c'è stata una propaganda sbagliata e demagogica". Pannella vede una diserzione di massa degli elettori dipietristi ai danni di Francesco Rutelli sui temi della sicurezza. Risposta acida di Silvana Mura, deputata dell'Italia dei valori, che accusa i radicali di essere "invidiosi": "In caso di vittoria di Rutelli avremmo avuto due consiglieri eletti e almeno un assessore, a differenza loro che non sono riusciti a eleggere nemmeno un consigliere, quindi pensino ai loro, pochi elettori, invece di occuparsi di quelli degli altri".

 

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