Rilanciare la sinistra con un nuovo antifascismo

Gennaro Giansanti

Aprileonline 30 aprile 2008

Bisogna ripartire dalla difesa della Costituzione Repubblicana ed antifascista, assumendola come programma fondamentale della sinistra e battersi per la sua attuazione. Non è più tempo di rievocazione retorica del "25 aprile", bisogna agire per riorganizzare una nuova schiera di partigiani, investendo sui giovani

Alla chiusura della scorsa campagna elettorale, intervenni attraverso la stampa, per mettere in guardia i militanti e gli elettori di sinistra sul deficit di democrazia nell'aria e sul rischio reale di marginalizzazione della sinistra, con l'affermazione di Berlusconi e del berlusconismo quale modello filosofico, economico e sociale d'ispirazione piduista.

Si è trattato dell'affermazione del progetto strategico messo in campo dalla destra eversiva fin dagli albori della nascita della Repubblica democratica ed antifascista, che l'ha vista agire, nel corso degli anni, attraverso variegati modi, dai tentativi di colpo di Stato, alle stragi, alle azioni terroristiche delle varie brigate, da quelle "rosse" a quelle nere, entrambe funzionali all'eversione dell'ordinamento democratico dello Stato, per la rivincita sulla sconfitta subita nel '45 e per affermare un nuovo fascismo, ben disegnato dalla "P2", la loggia massonica di Licio Gelli.

E' stata significativa l'enfasi di Gianfranco Fini nel corso della campagna elettorale, il quale, facendosi forte dei risultati dei sondaggi, che davano la destra in netto vantaggio, infuocava l'entusiasmo delle sue platee con l'affermazione: "il 15 d'aprile sarà la nostra festa di liberazione, festeggeremo il successo elettorale e porremo le condizioni per governare l'Italia per diversi anni".

La vittoria di Berlusconi e del berlusconismo, a mio modesto parere, rappresenta la vittoria della nuova borghesia reazionaria ed oltranzista su quella moderata e democratica. Quindi, si è trattato, fra l'altro, di uno scontro in seno al capitalismo nostrano, rispetto al quale la sinistra nel suo complesso, avendo smarrito da qualche tempo i principi ed i suoi valori di riferimento, incapace di elaborare una strategia, una tattica ed un programma credibili per un'alternativa politica sociale ed economica, ha subito un collasso senza precedenti nella storia del movimento operaio, una drammatica lezione dalla quale bisogna ripartire.

Ripartire, nelle condizioni odierne, significa ripristinare la concezione marxista del socialismo scientifico e ridare alla classe operaia e ai ceti più deboli un'organizzazione politica all'altezza della nuova realtà dello scontro di classe, significa far leva sulla coscienza democratica del popolo italiano, offuscata dalle corbellerie e dai sogni irrealizzabili di Berlusconi. Insomma, nell'immediato, bisogna ripartire dalla difesa della Costituzione Repubblicana ed antifascista, assumendola come programma fondamentale della sinistra e battersi per la sua attuazione, ricostruendo un nuovo fronte democratico ed antifascista che dia senso e valore al sacrificio di quanti si batterono per un'Italia libera, democratica ed antifascista, oggi gravemente minata.

Non è più tempo di rievocazione retorica del "25 aprile", bisogna agire per riorganizzare una nuova schiera di partigiani, investendo sui giovani, com'è impegnato a fare l'ANPI che, proprio in questi giorni, ha lanciato l'appello a tutti gli antifascisti, a giovani e meno giovani di sottoscrivere la propria adesione all'Associazione, perché continui idealmente la lotta dei partigiani che lottarono a favore di una Patria libera, per il rinnovamento democratico ed il progresso civile e sociale dell'Italia, per la pace.

 

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