Roma città persa?

Jacopo Matano

Aprileonline 24 aprile 2008

A pochi giorni dal voto, e a poche ore dalla celebrazione del 25 aprile, a Roma si intensifica lo scontro tra Rutelli e Alemanno. Il candidato sindaco del Pdl, in grande rimonta, raccoglie l'appoggio dei "salotti" e visita la moschea. Mentre un altro gazebo del Pd viene aggredito, e Rutelli incontra Tony Blair

Sulla partita per Roma Gianni Alemanno ha ormai sia il campo sia il calcio d'inizio. La bomba sicurezza esplosa alla fine della settimana scorsa ha contribuito a spostare le acque incerte a suo favore. Ma sul piatto della bilancia - allarmismi securitari a parte - ci sono altri elementi rilevanti che pesano per l'ex giovane missino, ex seconda scelta del centrodestra ed ora corteggiato pilota in pole position per la poltrona del Campidoglio.

MOSCHEA E SALOTTI- L'umore politico che attraversa la Capitale, nelle ore che precedono l'anniversario della Liberazione e nei pochi giorni prima del ballottaggio, non è dei migliori. La città si divide, si scontra e si guarda con sospetto. Nel pomeriggio, in piazza Talenti va in scena l'ultima intimidazione: un gruppo di ignoti muniti di estintori aggrediscono tre ragazzi che presidiano un gazebo del Pd. Stesse scene, più o meno, già viste a piazza Epiro, a piazza Fiume, a piazza Madonna dei Monti, a Casal Bertone. Contemporaneamente, il candidato del Pdl si reca in visita alla moschea e prova ad assicurarsi l'appoggio della comunità islamica di Roma. "Potete contare su di noi", dice Alemanno all'Imam El Ghobasy. "Noi vogliamo separare l'immigrazione clandestina che va sconfitta da quella positiva che vuole l'integrazione. Vogliamo avere un rapporto con tutte le comunità che su questo mare si affacciano". Un discorso che prelude ad una proposta che fa breccia: i corsi di italiano nel centro di cultura islamica. La moschea è un segnale simbolico di grande impatto, e Alemanno, d'altronde, sa che nelle preoccupazioni dei romani - esauritasi la paranoia dell'11 settembre - il problema non è più l'immigrazione islamica né i flussi provenienti dal maghreb in fase decrescente. Il problema sono i campi nomadi e i romeni. E lì, a qualche metro dalla moschea, ci sono giusto i due grandi campi dell'acqua acetosa e di Tor di Quinto. Alla visita di Alemanno agli amici musulmani fa ancora eco l'assist di Gianfranco Fini, che ieri si aggirava per i semafori di Roma chiedendo agli immigrati - scherzosamente ma non troppo - di esibire il permesso di soggiorno. In molti, ma non in troppi, si sono chiesti: "con quali referenze?".

Alemanno, comunque, non piace solo alle periferie popolari. Il consenso per l'autodefinitosi "sindaco della strada" monta infatti anche in quei salotti romani tanto criticati quando guardavano a Veltroni, nei circoli sul lungotevere (come quello di Malagò, del cui slittamento in braccio al centrodestra ci ha parlato un illuminante articolo del Corriere della Sera), e, in ultimo, nella Roma palazzinara che ha mosso la macchina economica dell'era centrosinistra. Non ultimo Francesco Caltagirone, genero di Casini, costruttore e proprietario di una mezza dozzina di influenti giornali, che negli ultimi tempi aveva già dato qualche segnale di uno spostamento verso destra. La conferma - anche se indiretta - l'ha data lo stesso Alemanno in tv, quando ha mostrato alle telecamere la prima pagina del Messaggero di domenica, che titolava un toccante "Roma, ferita e stuprata" in cui gli aggettivi sembravano quasi un riferimento alla Capitale. Un messaggio ai romani per far capire che la città ha paura, ma anche un messaggio a Rutelli, per far capire che l'alleanza del centrosinistra con il potente genero di Casini e con i suoi giornali ha ormai segnato il passo. Puntuale, a ulteriore conferma, è arrivato oggi un commento dello stesso Caltagirone. "A Roma - ha detto l'imprenditore - serve una grande discontinuità con la fase attuale". A nulla gli è valsa, poi, la puntualizzazione che "chiunque vincerà, questa discontinuità ci sarà": vale la prima parola.

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO - Sulle nubi che si addensano sulla città non pesa soltanto il caso dell'iniziativa elettorale nella caserma dei Carabinieri denunciata dal Sinacc, come riportato ieri da Repubblica. Pesano le presunte telefonate a nome del comitato per Alemanno che, alle signore non convinte di votare per il candidato, chiedevano "signora, ma non ha paura di essere stuprata?". E pesa, inoltre, più di una voce che circola sui blog e sul sito di Dagospia riguardante l'avvocato di Rus, l'aggressore romeno della Storta. "Come può - scrivono i blog - un romeno senza fissa dimora, mezz'ora dopo aver aggredito la povera ragazza nei pressi della Stazione della Storta ad avere come difensore l'avvocato Francesco Saverio Pettinari famoso penalista difensore del magistrato Metta, indagato nell'ambito del processo Lodo Mondadori che vedeva indagati Berlusconi, Pacifico, Previti e Squillante? Inoltre l'avvocato Pettinari risulta iscritto in gioventù all'MSI. Guarda caso uno dei soccorritori della ragazza firma con Alemanno, con tanto di foto sul Messaggero del 22 aprile 2008, il patto per la legalità e la sicurezza". Circostanze, queste, che hanno spinto la lista "moderati per Rutelli" a chiedere chiarezza. Ma che non bastano per fare un caso. E d'altronde, a fare il caso non basta nemmeno l'auto-apparentamento della Destra dell'ex nemico Storace, il cui esponente Luca Romagnoli (leader di Fiamma Tricolore) ha deciso di bollare il 25 aprile come un "falso storico", dichiarando che "Non c'è niente da festeggiare" ("Speriamo che la finiscano di spendere denaro pubblico per questa celebrazione che è superflua oltre che anacronistica").

Le risposte del fronte rutelliano sono una lunga marcia a testa bassa verso domenica e lunedì, sperando che la diga tenga. La parola d'ordine sembra essere "resistenza", visto che c'è da difendere non soltanto i tanti anni della gestione amministrativa di una città capitale, ma anche i progetti futuri su cui tanto si è investito. "Rutelli ama Roma ed è il miglior candidato per difenderla", dice Veltroni, mentre il suo candidato sindaco evita un appuntamento con l'associazionismo cattolico dove sarebbe stato presente l'avversario, e si concentra sull'immagine internazionale della Capitale. Un incontro con Tony Blair, questa mattina, serve ad ottenere il "good luck" dell'ex premier britannico. E una promessa di assistenza del Campidoglio sul caro-mutui ("per ogni mutuo a tasso variabile il Comune verserà una cifra tra i 1300 e i 1400 euro all'anno") serve, insieme alla proposta del varo di una task-force sulla sicurezza per Roma capitale, a dimostrare che ai proclami del centrodestra si può rispondere con un programma e con l'esperienza di una gestione quindicinale dell'amministrazione.

Ma il vento, e Rutelli lo sa, rischia di cambiare. Per ravvivare gli animi, al candidato arriva l'appoggio delle associazioni capitoline dei non vedenti, le quali, per l'appuntamento elettorale, hanno coniato uno slogan ad hoc: "Non votare alla cieca, vota Rutelli".

  

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