Andrea Alzetta neoeletto al Campidoglio per la Sinistra l’Arcobaleno

«Una vittoria a Roma è il primo passo per ricostruire la sinistra»

Checchino Antonini

Liberazione 24 aprile 2008

Delibera 26. Comincia da questo documento del Campidoglio del ’95 una nuova relazione politica tra il comune di Roma e gran parte del tessuto associativo cittadino. «Quella delibera - ricorda Andrea Alzetta, neoeletto al Campidoglio con la Sinistra l’Arcobaleno - riconosceva alle associazioni di base e ai centri sociali un ruolo pubblico, definiva il percorso di assegnazione degli spazi a centri sociali o associazioni o comitati di quartiere impegnati nella promozione della qualità della vita. Riconosceva loro un ruolo pubblico, non istituzionale, per rispondere ai bisogni e ai desideri delle persone». Quell’atto amministrativo riconobbe l’autogestione e ha permesso altre esperienze di occupazione e autogestione. «Spazi di libertà - preferisce chiamarli Alzetta, più noto come Tarzan, attivista del Corto circuito, all’epoca della delibera, in Action oggi. E sindaco, a quel tempo, era il verde Francesco Rutelli, primo sindaco della Capitale eletto col voto diretto due anni prima, che soffiò al postfascista Fini la poltrona dell’Aula Giulio Cesare.

Oggi lo scontro è di nuovo in atto. Da un lato Rutelli, candidato sindaco del Pd, dall’altro Alemanno, esponente della destra sociale piuttosto aggressiva, populista e muscolosa. Rutelli è cambiato, nel tempo. E Tarzan lo sa. Come pure una serie di centri sociali, associazioni e reti che torneranno alle urne non per votare l’ex ministro dei Beni culturali di Prodi, ma «contro Alemanno». Tarzan e Action, invece, sono parte della coalizione fin dal primo turno, all’interno del soggetto unito e plurale della sinistra. «Rutelli ha dimostrato più coraggio di quanto ne abbia avuto Veltroni che non ha mai accettato un confronto pubblico con i movimenti. Non basta fare un tavolo con i rappresentanti sindacali per accogliere qualche proposta - continua Alzetta - un sindaco deve rendersi conto delle storie di donne e uomini che con dignità stanno facendo una battaglia per un diritto di tutti. Almeno, Rutelli, all’epoca, ebbe il coraggio di incontrarci».

E ora? «Ora dovrà capire tutto quello che lì dentro, nelle occupazioni, s’è prodotto, per esempio le pratiche di sport popolare. Dovrà aumentare gli spazi, utilizzare le palestre delle scuole, per rendere lo sport praticabile ed esigibile anche per chi non ha soldi. Stesso discorso per le autoproduzioni culturali: non basta basta sussumere un modello e svuotarlo del suo contenuto politico». Alzetta ce l’ha col modello dell’Estate romana o del Festival del cinema, reclama fondi certi per le attività quotidiane non solo per gli eventi. Chiederà, appena insediato, che il 10% dei fondi per la cultura sia destinato alle autoproduzioni». Ma, alla vigilia della fine di una lunghissima campagna elettorale, Alzetta riconosce la «coscienza diffusa che Alemanno sindaco sia percepito da tutte le realtà di base come un rischio.

Lui e la Destra con cui l’accordo c’è e probabilmente sarà un “posto al sole” al governo. Sebbene la comunità ebraica faccia finta di non accorgersi dell’apparentamento e sembra mettere la testa sotto la sabbia», dice ancora alludendo all’equidistanza conclamata dagli ebrei romani. «Più in generale, una vittoria di Alemanno aprirebbe una stagione di resistenza anziché dalla speranza di cambiamento reale. Non sono solo a rischio i nostri luoghi si rischia di riportare le esperienze più mature sul terreno resistenziale». Intanto, un manipolo di attivisti di Casapound, sedicente centro sociale “non conforme”, ossia fascista, legato alla Fiamma tricolore, ha occupato ieri una delle stazioni fantasma dei Mondiali di Italia ’90. Alemanno, naturalmente, non usa, contro i suoi alleati, le parole dure utilizzate contro Alzetta in campagna elettorale.

«Questa occupazione, la devastazione della sede del Mario Mieli sono segnali che dovrebbero raccogliere tutti - esorta Alzetta - anche quelli che non sono andati a votare al primo turno, c’è il rischio di uno sdoganamento completo dei fascisti e del loro revisionismo, della criminalizzazione degli spazi legati alla sinistra, sono avvisaglie di uno scontro sul terreno militare». E’ vero, esistono distanze da Rutelli. «Per esempio è subalterno alla Curia ma gli altri hanno dimostrato un integralismo che diventa aggressione alla laicità e ai diritti delle donne». Sui punti di eventuale attrito - laicità, questioni ambientali, sicurezza - la Sinistra l’Arcobaleno ha chiesto al candidato sindaco di consultare la città. Action, annuncia il neoconsiglere comunale, sarà a Malagrotta già il 31 maggio quando scade l’attività della megadiscarica: «C’è uno strano modo di intendere la legalità, vale solo per i senza casa e mai per quei soggetti che, per legge, dovrebbero fare la raccolta differenziata e non la fanno».

Il primo esempio di democrazia partecipata è, per Alzetta, un ascolto reale delle storie di chi vive nel disagio e non solo delle proposte di chi lo vuole rappresentare: «Bisogna costruire modi di partecipazione che abbiano potere deliberante». Domani tutti al corteo unitario del 25 aprile e poi alla grande festa al parco degli Acquedotti, a Cinecittà. Questo, almeno è il programma di Tarzan che avverte, in conclusione, del rischio che passi la «logica del “tanto peggio tanto meglio”, che alla delusione per la scomparsa della sinistra politica si aggiunga la disperazione e la passività, che si produca nuovo astensionismo. Un governo democratico a Roma è il primo spazio possibile per ricostruire una sinistra non subalterna alle politiche moderate del Pd e percepita finalmente come utile».

 

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