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Palermo, un voto che parla alla Sinistra che ancora non c’è |
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Nicola Cipolla |
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Liberazione 25 aprile 2008 Nel dibattito che si è aperto dopo la sconfitta elettorale l’esame del voto siciliano si presta ad alcune considerazioni che possono essere utili anche per tracciare le prospettive future della sinistra in Sicilia e in Italia. Il risultato siciliano delle elezioni alla Camera ed al Senato per la lista Sinistra L’Arcobaleno non si discostano da quelli nazionali: 2,65 per cento nella circoscrizione occidentale, 2,63 per cento nella circoscrizione orientale, 2,58 al Senato. Contemporaneamente si svolgevano, come è noto, le elezioni per l’Ars sciolta a seguito delle dimissioni di Cuffaro e di una legge costituzionale bipartisan che ha equiparato il Parlamento siciliano ad un consiglio comunale. La Regione Siciliana, come è noto, è a statuto speciale dotata di poteri legislativi esclusivi in materie importanti e il suo voto è stato sempre considerato più che un voto amministrativo un voto politico capace di influenzare le svolte della politica nazionale. Qui la sinistra alternativa si presentava con il logo Sinistra L’Arcobaleno Rita Borsellino il che faceva della coalizione siciliana qualcosa di più di un semplice e frettoloso cartello di gruppi dirigenti nazionali dei quattro partiti della sinistra in cui prevalevano istinti di auto conservazione, anche personale, rispetto alla impostazione di una sinistra alternativa più ampia e proiettata verso il futuro. La presenza di Rita Borsellino e dei suoi Cantieri presenti ed operanti nel territorio ha modificato non poco il risultato su scala regionale l’Arcobaleno siciliano ha ottenuto il 4,95 per cento, ha sfiorato la barriera del 5 per cento, della legge elettorale bipartisan siciliana, e, nello stesso giorno, con gli stessi elettori, ha realizzato quasi il doppio dei voti nazionali. E’ legittimo il dubbio che in seggi elettorali dominati da esponenti dei due maggiori raggruppamenti, entrambi concordi nella volontà di estromettere dalla scena politica ogni alternativa di sinistra e sulla base di esperienze che hanno trovato riscontro in recenti procedimenti giudiziari, sia stata operata una stretta in materia di annullamenti dei nostri voti. Il computo delle preferenze specie della provincia di Palermo dimostra l’apporto di queste forze al risultato. Al primo posto è naturalmente Rita Borsellino con oltre 10 mila preferenze, nei primi cinque si collocano al secondo posto il giovane consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli di Altra Palermo con oltre 4 mila voti, formazione politica patrocinata proprio da Rita Borsellino e da altri esponenti della sinistra, ed al quinto posto l’altra consigliera di Altra Palermo, Antonella Monastra, che ha superato il già lusinghiero risultato ottenuto nelle comunali di un anno fa nella lista di Rifondazione Comunista. Il gruppo Altra Palermo ha al suo attivo importanti iniziative come il sostegno alla lunga occupazione della sede del Comune di Palermo da parte dei senza tetto o la partecipazione ai movimenti contro gli inceneritori, per l’acqua, per l’uso sociale dei beni espropriati alla mafia e per la denuncia quotidiana delle magagne dell’amministrazione Cammarata. Una vera opposizione quale a mia memoria non si ricordava a Palermo da quando era consigliere comunale Pio La Torre. Una riflessione ulteriore riguarda anche il successo della lista Amici di Beppe Grillo che hanno ottenuto a Palermo oltre 5 mila voti con 4.399 preferenze alla candidata anche nella lista Sonia Alfano, personaggio della sinistra palermitana in tante iniziative contro la mafia e per la pace. Un altro elemento di riflessione sempre per quanto riguarda la provincia di Palermo è quello rappresentato dalla differenza tra il voto della Camera e quello del Senato, con prevalenza del Senato 3,35 per cento rispetto al 2,67 per cento della Camera. Dall’esame di questi dati elettorali viene in primo luogo l’indicazione della necessità per la Sicilia di continuare a sviluppare l’esperienza dell’unità a sinistra allargata a Rita Borsellino e allargabile a tutti quelli che hanno votato a sinistra e naturalmente agli astenuti. Si tratta di lavorare al rafforzamento di un soggetto politico nuovo legato alle grandi tradizioni di lotta del popolo siciliano (Il Blocco del Popolo di Girolamo Li Causi) nelle condizioni nuove del XXI secolo e che abbia caratteristiche anche di forte autonomia decisionale rispetto a centri di potere (si fa per dire) nazionali burocratici che hanno in gran parte, con le loro scelte, determinato anche la sconfitta in Sicilia delle forze della sinistra alternativa.
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