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O.d.G. del Comitato Politico della Federazione di CESENA seduta del 28.04.2008 |
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Per consolidare e rilanciare il Partito della Rifondazione Comunista. |
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Approvato da tutto il CPF con una sola astensione e nessun contrario |
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Valorizzareilsaperfare 29 aprile 2008 La sconfitta elettorale che abbiamo subito ha dimensioni storiche e senza precedenti. Le cause di essa vanno indagate a fondo perché riguardano l’essenziale, il nostro rapporto con la società, e la nostra capacità di coglierne i mutamenti. Non si esce dalla situazione in cui siamo senza un approfondito lavoro di inchiesta, di lettura partecipata delle dinamiche sociali, di correzione di strategia e di linea politica. Riteniamo che abbia pesato negativamente sul risultato elettorale il fatto che nel recente contesto politico concreto, istituzionale e sociale, non sia stata riconosciuta il ruolo sociale della sinistra. Il governo e la maggioranza, nel loro operare, nei fatti, non hanno risposto alle esigenze degli strati popolari e si sono al contrario, piegati alle esigenze dei poteri forti su tutte le principali questioni sociali: redistribuzione del reddito, lotta alla precarietà, tassazione delle rendite, laicità dello stato; solo per fare alcuni esempi. La nostra azione si è mostrata inefficace e in questo contesto è maturata la distanza del nostro elettorato al progetto politico intrapreso. A ciò si sono aggiunti il richiamo al voto utile, frutto dell’accelerazione data al processo di americanizzazione del sistema politico italiano, e le tante debolezze de “La Sinistra l’Arcobaleno”. Ritenendo che il tema della rifondazione comunista non stia dietro di noi, ma dinnanzi a noi, nella sua dimensione di progetto politico, culturale, sociale e nella sua dimensione comunitaria, il Comitato Politico della Federazione di Cesena Chiede al comitato unitario di gestione del Partito e al Comitato Politico Nazionale di predisporre un congresso per tesi e non per mozioni contrapposte; le tesi tendono ad unire, al contrario le mozioni tendono a dividere il partito ed a favorire lo scontro di potere. Chiede di assumere come orientamento congressuale quello di rilanciare il Partito della Rifondazione Comunista, in quanto progetto politico necessario alla sinistra Italiana per l’oggi e per il domani, e di considerarlo come un punto decisivo da cui non si possa prescindere, in tutti i suoi aspetti; dando così certezze alle donne e agli uomini che hanno scelto di appartenere a questa comunità, sgombrando quindi il campo da quelle ipotesi di dissolvenza e superamento del partito, che hanno connotato la fase che abbiamo alle spalle, e che essendo state esplicitate anche durante la campagna elettorale, hanno contribuito al disorientamento e alla demotivazione dei nostri iscritti. Chiede di affermare con precisione che il PRC è strumento indispensabile ma non sufficiente per la ricostruzione di un’ampia sinistra antifascista, antiviolenta, anticapitalista, pacifista e ambientalista, in questo paese. Chiede di assumere come orientamento il compito di riaggregare il campo della sinistra, sia perché la sinistra politica è più ampia dei soli comunisti, sia perchè le forme concrete di impegno a sinistra vanno ben oltre quelle codificate dall’appartenenza ad un partito; movimenti, comitati, collettivi, associazioni, militanza sindacale, vertenze territoriali ed ambientali, sono modi e luoghi in cui oggi si fa politica a sinistra e dobbiamo porci l’obbiettivo di aggregarli tutti. Chiede di riaffermare un’etica della politica, nella coerenza tra ciò che si enuncia e ciò che si pratica nel quotidiano e il rafforzamento della democrazia interna, rilanciando il percorso di Carrara, assumendo anche il femminismo e la questione di genere come punto di vista da cui rileggere il mondo. Chiede infine l’impegno a ripartire nell’immediato dal lavoro politico, sociale e culturale sul territorio, per costruire un percorso, non pressato da scadenze elettorali, che punti al duplice obiettivo di rilanciare il nostro Partito e di aggregare una sinistra plurale di massa.
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