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Un nuovo inizio, non a parole ma con i fatti |
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Mario Gabrielli Cossellu |
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esserecomunisti 22 Aprile 2008 Car* compagn* a bocce ferme e con più serenità - quella che si può avere in ore come queste - vorrei contribuire, al pari di tanti altri ben più autorevoli del sottoscritto che già lo hanno fatto, a farvi notare che è arrivato il momento del "che fare". Un "che fare" che venga responsabilmente rimesso nelle mani degli unici che veramente possono decidere cosa fare del loro Partito: gli iscritti e i militanti, nell'unica sede appropriata del VII Congresso, e non più nelle sedi - palesemente e drammaticamente avulse dalla realtà - delle aule e corridoi parlamentari, dei giornali di area e di "tendenza" o, peggio, dei media dominanti e dei salottini televisivi. Dopo tante uscite pubbliche più che infelici davanti a ex-amici e ad avversari sogghignanti e ora ammantati di pietismo peloso verso le disgrazie della "sinistra", i nostri dirigenti saranno ben più capaci di affrontare, apertamente e democraticamente, la discussione sul presente e sul futuro del Partito della Rifondazione Comunista con gli iscritti e i militanti, che ben ne hanno diritto, finalmente. Questa necessità e, se permettete, questo obbligo riguarda l'intera dirigenza e l'organizzazione del Partito, a tutti i livelli, così come i suoi organi di comunicazione, cominciando da "Liberazione" e terminando con il sito web. Senza dover necessariamente ritornare in dettaglio sull'impressionante quantità di errori e di orrori di questa dirigenza politica, organizzativa e mediatica specialmente negli ultimi tempi - le forzature dell'annullamento della consultazione interna e del congresso, l'imposizione dall'alto di alleanze, lista, simbolo e candidature, le dichiarazioni improvvide ai quattro venti su idee "irreversibili" ma mai discusse nè decise dal Partito in quanto tale, i disastri organizzativi che in molti casi hanno letteralmente lasciato a se stesse le strutture territoriali in termini di informazione e comunicazione, attenzione, sostegno, presenza, materiali e addirittura tesseramento per dedicarsi a rincorrere delle realtà virtuali di presunte "case arcobaleno" o di caffè alla moda, l'autonomia irresponsabile di un giornale con una "linea" autocratica, intollerante e censoria, l'inefficienza e inefficacia comunicativa in un uso delle risorse informatiche e telematiche pieno di ritardi e di buchi...-, l'unica e necessaria cosa che può fare questa dirigenza è convocare immediatamente il VII Congresso del Partito, da svolgersi quanto prima e comunque entro l'estate - non possiamo perdere altro tempo con una dirigenza ormai non più legittima nè statutariamente, nè politicamente ed elettoralmente - per far sì che, davvero, ci sia un nuovo inizio, non a parole ma con i fatti e fino in fondo, per il rafforzamento e il rilancio della Rifondazione Comunista per quelle compagne e quei compagni che ancora credono in questo Partito e nel suo progetto fondante. Lasciando via libera, pacatamente e serenamente, a quelli che a questo progetto non credono più, e che possano quindi svilupparne altri in altre sedi. In questo momento tristemente storico nel quale, per la prima volta nella Repubblica, i Comunisti e la sinistra in generale non sono rappresentati in Parlamento, abbiamo toccato il fondo: cerchiamo allora di non intestardirci in errori ed orrori che solo ci porterebbero a scavare, e lavoriamo invece per risalire, come si deve. Fraterni saluti orgogliosamente comunisti.
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