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Le droghe nell'urna |
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Franco Corleone |
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il manifesto 30 marzo 2008 Sono tante le campagna elettorali a cui ho partecipato come cittadino o come militante dal lontano 1963. Confesso che questa in corso si rivela come la più mediocre e insulsa. È impressionante la mancanza di passione che si percepisce tra attori e spettatori e che non può derivare solo dal meccanismo della ignobile legge elettorale che prevede lo scontro al momento delle candidature e poi la delega del confronto mediatico ai supposti leader. Basti pensare alla intensa mobilitazione popolare di due anni fa sull'onda della speranza di cancellare l'esperienza incandescente del quinquennio di governo berlusconiano. Il fallimento del governo Prodi viene prima della rottura traumatica della legislatura ad opera di transfughi e apprendisti stregoni. Una lunga catena di errori - dalla nomina di entrambi i presidenti di Camera e Senato, alla composizione pletorica dell'esecutivo, fino all'elezione del Capo dello Stato, senza il coinvolgimento dell'opposizione - determinata dalla incapacità di riflettere sull'esito elettorale e sul senso da dare ad una fase decisiva per la democrazia. Avere messo da parte la sfida, seppure in condizioni difficili, della ricostruzione civile del Paese e avere dato la priorità a una visione ragionieristica della realtà economica e sociale si è rivelata come la sanzione finale della crisi della politica. La vicenda dell'indulto si è rivelata emblematica. Doveva essere l'inizio di una stagione riformatrice con al centro l'abrogazione delle leggi criminogene su droghe e immigrazione e l'approvazione del nuovo Codice Penale e invece, di fronte all'offensiva giustizialista della stampa, anche di quella sedicente progressista, è prevalsa la paura e si è subito il ricatto securitario e il riflesso d'ordine. Il risultato è catastrofico: l'operazione del risanamento dei conti sta riconsegnando l'Italia alla destra più estrema d'Europa e paradossalmente un'azione di rigore viene imputata alla sinistra. Contestualmente si assiste a un rafforzamento di un senso comune piccolo borghese ingaglioffito e canagliesco. I segni sono tanti e preoccupanti. La criminalizzazione del sessantotto, l'offensiva sanfedista contro le donne e l'aborto, l'affermarsi del partito dei familiari delle vittime del terrorismo sono solo alcuni degli spettri che stanno prendendo corpo. Siamo in pieno terremoto, le ipotesi di un decennio si sono bruciate. L'Ulivo e l'Unione hanno lasciato il campo al Partito democratico e la Sinistra è in una condizione di debolezza come mai nella storia di questo dopoguerra. Si presenta un compito immane al cui confronto la partita elettorale è poca cosa. La ricostruzione di un pensiero e di una prospettiva di alternativa è urgente. Ha ragione Marco Revelli a evocare un'Altra Italia, laica e intransigente. Il tema delle droghe, praticamente assente dai programmi e dalla campagna elettorale, tranne qualche spazio di polemica fatua e ripetitiva, dovrà diventare un indicatore e un discrimine per una forza che consideri essenziali welfare e diritti, autonomia degli individui, garantismo, diritto penale minimo e mite, carcere e pena secondo i principi della Costituzione. Dipenderà da noi. Da un movimento capace di costruire egemonia su un terreno che non va lasciato all'etica da quattro soldi. Abbiamo deciso di convocare l'Assemblea di Forum Droghe dopo il risultato delle elezioni del 13 aprile per non perdere un minuto per un nuovo inizio. Ovviamente non diamo indicazioni di voto. A chi si è appellato al voto utile rispondiamo con il richiamo al principio sempre valido e concreto della riduzione del danno. *****
FUORI LUOGO.IT ELEZIONI. Chi parla (e come) di droghe? Sul blog di www.Fuoriluogo.it troverete un'analisi dei programmi elettorali delle forze politiche che si presentano nella tornata del 13 e 14 aprile. Fuoriluogo.it/blog UN ANNO PIENO DI FINI GIOVANARDI. Il 2007 è stato il primo anno di piena applicazione della Fini Giovanardi. Ecco alcuni dati dalla Relazione annuale della Direzione centrale servizi antidroga (Dcsa). 38 i morti in più rispetto al 2006, 589 in totale. Le fasce di età più a rischio vanno dai 30 ai 34 anni e dai 35 ai 39. Il Viminale avverte che sull'Europa è in arrivo un'ondata di eroina, visto che la produzione eccede del 30% la domanda: ciò potrebbe far calare i prezzi e immettere sul mercato una droga più pura, facendo aumentare i decessi per overdose. Aumentano sia le persone segnalate complessivamente (+6,68%) sia quelle finite in carcere (6,88% in più rispetto al 2006). Dei 35.238 denunciati, il 30,27% (10.666) sono stranieri. Le donne rappresentano invece il 9,1% del totale, e i minori il 2,93%. Tra gli oltre 27mila arrestati, 3.784 sono accusati di associazione a delinquere. UN BALUARDO DI SOLIDARIETÀ. Nelle scorse settimane una delegazione della Comunità di San Benedetto al Porto ha visitato la più grande struttura pubblica di Barcellona per il consumo igienico di sostanze stupefacenti, la Sala Baluard. On-line il report di Domenico Chionett
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