Processare De Gennaro

Ma.Bo.

Aprileonline 29 marzo 2008

Il caso G8 I pubblici ministeri chiedono il rinvio a giudizio dell'ex capo della Polizia. L'accusa è quella di aver indotto alla falsa testimonianza l'ex questore di Genova Colucci perchè ritrattasse quanto dichiarato in merito al blitz ordinato alla scuola Diaz nel luglio 2001

La notizia è stata anticipata dal Corriere della Sera e ha trovato conferma da parte del procuratore aggiunto Mario Morisani, che ne ha parlato con l'Ansa. Si, per i pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, l'ex capo della polizia ad oggi commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro, va rinviato a giudizio e processato per induzione a falsa testimonianza.

Una inchiesta che ha dato vita a quasi 1300 pagine di documentazione, articolata in deposizioni, interrogatori, intercettazioni telefoniche che, secondo i pm che l'hanno condotta, testimonia il ruolo di influenza negativa giocato dall'ex capo della Ps nel tentativo di alleggerire la propria responsabilità nel blitz ordinato, nel luglio 2001, alla scuola Diaz, al tempo dei ruggenti giorni del G8 genovese punto di appoggio per i tanti manifestanti venuti da tutto il mondo a protestare contro gli otto grandi della terra.

La vicenda è piuttosto intrigata e coinvolge personalità importanti al tempo del summit genovese, oggi cariche altrettanto di rilievo nelle istituzioni civili e militari. Secondo quanto ricostruito dai pm, Francesco Colucci, ex questore di Genova, sarebbe stato indotto da De Gennaro a testimoniare il falso e cioè che fu lui in prima persona, e non l'allora capo della polizia, a inviare Roberto Sgalla, direttore dell'ufficio pubbliche relazioni del dipartimento di Ps, nella scuola che ospitò quella che lo stesso Massimo D'Alema definì "una macelleria messicana". Colucci, dal 15 febbraio scorso promosso non senza polemiche prefetto, interrogato nel 2001, e poi ascoltato dalla commissione di indagine parlamentare, raccontò di non avere mai avvisato Sgalla affinché si presentasse alla scuola Diaz, per poi ritrattare poco tempo dopo questa stessa versione. Secondo l'accusa, tra la prima versione e la seconda ritrattatoria si collocherebbe l'intervento di pressione di De Gennaro, il quale da parte sua si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda, tanto da depositare il 18 gennaio scorso in procura una memoria difensiva in cui ribadiva di non aver mai indotto Colucci alla falsa testimonianza. Inoltre, è stato lo stesso ex capo delle divise blu a scrivere, il 16 novembre, all'ex questore invitandolo a riflettere "sulle ragioni che ti hanno indotto a cambiare versione". Una esortazione a presentarsi davanti ai magistrati per chiarire, ma a cui non è seguito nessun atto da parte di Colucci. Simile condizioni giudiziaria e stessa accusa per Spartaco Mortola. L'ex capo della Digos di Genova, anche lui promosso con l'incarico di vicequestore a Torino, Mortola avrebbe insieme all'attuale commissario straordinario ai rifiuti condizionato Colucci a dichiarare il falso e a ritrattare.

Il primo elemento da sottolineare è che lo scenario comprova, secondo i pm, che i vertici romani erano a conoscenza del blitz della polizia all'interno della scuola deciso in questura. Il secondo, invece, riguarda la figura di De Gennaro, per il quale la vicenda rischia di trasformarsi in una pericolosa mannaia, soprattutto se il giudice riterrà di accettare la richiesta di rinvio a giudizio. Sebbene l'11 giugno si sia dovuto dimettere dalla polizia dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia, De Gennaro è divenuto capo di gabinetto del ministro dell'interno Giuliano Amato e poi, l'8 gennaio, con una benedizione parlamentare plebiscitaria, anche commissario per l'emergenza Campania. Un mandato che scadrà tra un mese e che ha ricoperto complessivamente bene, ma che rischia di essere travolto da questa vicenda giudiziaria di non poco conto.

Ad inchiodarlo potrebbero infatti essere proprio quelle telefonate intercettate dalla magistratura e base dell'accusa formulata dai pubblici ministeri. Soprattutto la conversazione del 26 aprile scorso, a pochi giorni dalla audizione (era il 3 maggio) di Coluzzi, che raccoglie le confessioni di quest'ultimo. Intercettato perché indagato in una inchiesta sulla sparizione delle false bombe molotov che dovevano servire per "incastrare" i 93 manifestanti arrestati durante il blitz alla Diaz, l'ex questore genovese afferma: "ho parlato con il capo, devo rivedere un pò...e fare marcia indietro". Il capo è De Gennaro, ovviamente. In un'altra telefonata del 28 aprile, è invece Mortola a parlare e suggerire a Colucci, che gli chiedeva di ricordargli cosa era successo la notte dell'irruzione nella scuola perchè aveva ricordi confusi: "devi dire solo quello che ricordi, devi dire la verità". Già, ma Colucci incalza Mortola per sapere cosa era successo durante il G8 e gli fa una serie di domande: quanti sono stati gli arrestati alla Diaz e nei giorni della protesta di piazza; se c'è stato anche un assalto al carcere; chi c'era alla riunione in questura dove si decise la perquisizione. Colucci sembra non avere memoria di nulla che riguardi quei giorni tragici e sembra farsi imboccare da Mortola nel timore di non saper rispondere alle domande degli avvocati e dei pm. Infine, il 5 maggio, a pochi giorni dalla deposizione in aula che gli costerà l'accusa di falsa testimonianza, Colucci commenta soddisfatto sempre al telefono: "sono andato bene, ho detto le cose giuste". Sempre dopo la deposizione, poi, si registrano una raffica di chiamate di Colucci a Mortola e ad altri colleghi in cui l'ex questore esprime il desiderio che De Gennaro venga a deporre al processo. Una condizione che non si verificherà in quanto il pm Enrico Zucca comunica in aula a sorpresa di rinunciare all'audizione come teste di De Gennaro. Così Mortola, parlando l'8 maggio con Colucci della revoca della citazione dell'ex numero uno della polizia, aggiunge: "il capo comunque si è detto disposto, perché mi ha chiamato venerdì Luperi (ex numero due Ucigos, a sua volta imputato nel processo ndr) a testimoniare a nostro favore. E allora praticamente tutti gli avvocati fanno opposizione alla revoca di citazione di Zucca e lo citeremo come testimone a nostra difesa". Anche questo non si verificherà perché l'ancora capo della polizia era già indagato per induzione alla falsa testimonianza, tanto che il 22 maggio Colucci riceve infatti l'avviso di garanzia dalla procura per falsa testimonianza, a cui fanno seguito pochi giorni dopo quelli per De Gennaro e per Mortola.

 

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