|
E l’Agcom ”bacchetta” i Tg |
|
Tv, la Sinistra: «L’Authority intervenga. Siamo alle prove tecniche di regime» |
|
Castalda Musacchio |
|
Liberazione 29 marzo 2008 Un’informazione duopolizzata. Un’informazione che è lo specchio di ciò che potrebbe anche diventare il Paese dopo il voto, un’informazione che oggi somiglia a delle vere e proprie «prove tecniche di regime». E cos’altro se no? La denuncia pesa. E ieri la Sinistra Arcobaleno, dati alla mano, è tornata a rilanciarla. Con un auspicio: che l’Agcom intervenga e presto con un intervento sanzionatorio perché - tuona Antonello Falomi (Rc) - «ormai non basta più un semplice richiamo». «La sinistra - continua Giovanni Russo Spena (Rc) - non ha alcuna voglia di lamentele. Siamo qui per denunciare i danni di un’informazione che è oggi l’espressione di una democrazia malata. Oltre che essere profondamente incostituzionale». Del resto, annota il senatore di Rifondazione, già la legge elettorale in sé è una truffa, scritta sulla logica delle coalizioni. Al danno si aggiunge la beffa quando i media - continua - «si rendono corrivi di questo bipartitismo». I dati minuziosamente sviscerati da Falomi sono lì a rendere evidente quanto pesi lo squilibrio tra la partecipazione dei due - Pd e Pdl - nei Tg, rispetto al resto delle altre forze politiche. Così tra il 7 febbraio e il 17 marzo nelle edizioni principali dei tg Rai Pdl e Pd hanno occupato il 64,1% del tempo di parola, con gli altri soggetti relegati al 35,9%. Nella settimana tra il 10 e il 17 marzo il dato a favore dei due partiti maggiori è salito al 66,74%; in dettaglio Pdl e Pd hanno avuto il 70,3% del tempo di parola del Tg1, il 66% del Tg2 e il 63,25% del Tg3. Per non parlare di Mediaset dove, tra il 7 febbraio e il 17 marzo, le edizioni principali hanno riservato a Berlusconi e a Veltroni il 78,19% del tempo di parola (la parte del leone la fa naturalmente il Pdl con il 51,8%), relegando gli altri al 21,81%. E ancora se ve ne fosse bisogno a dimostrare quanto i Tg si vadano uniformando a un duopolio ”tecnico” vi sono trasmissioni come Radio anch’io in cui si va ai faccia a faccia - sottolinea De Petris - in barba alla par condicio. Par condicio in verità che lo stesso Berlusconi intende abrogare; tema sul quale Veltroni si trova in una singolare sintonia. Sta di fatto che i media - aggiunge Falomi - si vanno adeguando a questa tendenza. E, ieri, di nuovo, proprio l’Authority è intervenuta, prendendo atto degli esposti e ”bacchettando” alcuni Tg che non avrebbero rispettato le regole. Rivelando in particolare come alcune testate abbiano registrato un maggiore equilibrio ma che in alcuni casi sussistono ancora evidenti disparità. In particolare il richiamo vale per il Tg4 e La7 che debbono correggere lo squilibrio che ancora si registra nel confronto tra Pdl e Pd a favore del primo, nonché tra questi ultimi e tutte le altre forze politiche in competizione; e ancora vale per il Tg1 a favore delle liste concorrenti diverse da Pd e Pdl, e per il Tg5. L’inottemperanza agli ordini formali dell’Autorità comporta l’irrogazione di una sanzione pecuniaria fino a 258mila euro, conclude l’Agcom. «Questo modo di fare campagna elettorale, appellandosi al voto utile, evitando l’uno il faccia a faccia e l’altro chiedendone uno solo - conclude Gloria Buffo - somiglia davvero alla Russia di Putin piuttosto che a una democrazia europea». Veltroni, che vuole ”cambiare l’Italia”, rifletta.
|