Berlusconi: «Se a uno gli piace Casini magari perché è un “bel fieu”, beh allora lo voti alla Camera»

Senato, il possibile pareggio e l’ipotesi del voto disgiunto

Frida Nacinovich

Liberazione 28 marzo 2008

E se al Senato finisse in pareggio fra Pd e Pdl? Da alcuni giorni l’ipotesi provoca dichiarazioni su dichiarazioni. Chi conosce la legge Calderoli in tutte le sue peculiarità lo prevedeva da tempo. Lo sapeva già. La partita elettorale si gioca anche a centro campo, lì dove si è posizionato per nascita, storia e contingenze politiche Pierferdinando Casini. L’Unione di centro, buona per tutte le stagioni. Anche se Silvio Berlusconi ha cacciato dal Popolo delle libertà l’alleato di un tempo. Anche se Walter Veltroni non ha anticipato nemmeno mezza parola su possibili convergenze politiche fra il suo piddì e l’Unione di centro. Certo è che l’alleanza con Berlusconi è saltata per un soffio, per un simbolo. Però importante, lo scudocrociato. Certo è che nel piddì ci sono anche i “teocon”, amici di una vita di Savino family day Pezzotta, Tabacci e Baccini. C’è chi dice che - in caso di pareggio a palazzo Madama fra Pd e Pdl - Casini e Berlusconi potrebbero riscoprire l’antica amicizia.

Ma mancano ancora tre settimane alle elezioni, l’Unione di centro deve fare miracoli per raggiungere quell’8% regione per regione che le garantirebbe un numero di senatori tale da farla diventare l’ago della bilancia. Dunque Casini in questi giorni si mostra tetragono di fronte ad ogni ipotesi di buon vicinato con il Pdl berlusconian-finian-bossiano. «Le alleanze si fanno prima del voto e non dopo». Da parte sua il capo popolo delle libertà chiede apertamente il voto utile al Senato per garantire al suo Pdl la maggioranza assoluta a palazzo Madama. Secondo Berlusconi «il problema del frazionamento del sistema non è colpa della legge elettorale, ma è colpa dei partiti» e quindi «se si pensa di votare tutta questa arlecchinata di partiti allora sarà colpa dei cittadini e in Parlamento non ci saranno maggioranze solide». Ironizza il Cavaliere: «Bisogna concentrare il voto e non disperderlo, un elettore di centrodestra deve votare il Pdl per consentirgli di ottenere una solida maggioranza: e poi a uno che gli piace Casini, magari perché è un “bel fiyeu”, allora lo voti alla Camera e non al Senato...».

La battuta ironica e lievemente sprezzante che Berlusconi indirizza all’ex alleato di ieri, riecheggia il giudizio al vetriolo che Romano Prodi destinò, in una sera di fine estate del 2004 a Francesco Rutelli, colpevole ai suoi occhi di non volere una lista unitaria con i Ds alle regionali dell’anno dopo. Bell’amico. Berlusconi tira l’acqua al suo mulino, Casini fa lo stesso.

«Sono convinto che il centro, che è la vera novità, sarà determinante al Senato - rimarca il leader del partito di via Due Macelli - Gli italiani possono stare sereni che il voto dato a noi non servirà a inciuci o a difendere interessi particolari». Allo stesso tempo, Casini torna a sottolineare che «le alleanze si fanno prima del voto e non dopo» e sulla polemica sul voto utile osserva: «Il voto utile è quello che serve a tutelare i valori in cui uomini e donne credono. L’idea che ci sia un voto utile per qualcuno è un’idea barbara». Gli scudocrociati sono schierati a testuggine. Tutti tesi a conquistare la loro personale vittoria. Superare l’8%.

«La mia simpatia umana nei confronti di Silvio Berlusconi raggiunge a volte livelli di guardia. Leggendo la sua dichiarazione secondo la quale coloro ai quali piace l’Udc di Casini possono votarlo ma solo alla Camera e non al Senato non posso fare a meno di sorridere. Praticamente Berlusconi si immagina nelle vesti di un vigile urbano che però invece di dirigere il traffico dirige le votazioni». Lo dice in una nota il segretario regionale dell’Udc in Sicilia, Saverio Romano. La legge Calderoli c’è, questo è l’unico dato di fatto con cui partiti e coalizioni devono fare i conti. Tutti, non soltanto il Pdl berlusconiano e l’Unione di centro. Anche il piddì veltroniano e la Sinistra arcobaleno. Avanti con il pallottoliere, e arrivederci al 15 aprile.

 

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