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«Magia elettorale! Ricompaiono i soldi per salari e pensioni» |
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Giordano a Mirafiori, dove c’è delusione e voglia d’opposizione |
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Maurizio Pagliassotti |
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Liberazione 27 marzo 2008 Torino La porta numero due di Mirafiori rappresenta un banco di prova della campagna elettorale e, fino a ieri, solo il segretario del Prc Franco Giordano ha avuto il coraggio di affrontarla. Gli altri promettono politiche di sinistra candidando l’ex presidente di Federmeccanica Calearo, quindi coerentemente con questa scelta si tengono a distanza di sicurezza. Si sa, di questi tempi gli operai delle carrozzerie non sono affatto soddisfatti per molte ragioni e quindi non fanno sconti a nessuno. Qui si sono beccati fischi un po’ tutti, dai capi dei sindacati confederali agli esponenti della sinistra durante il governo Prodi. Ieri Franco Giordano si è presentato all’una del pomeriggio, in concomitanza con il cambio turno, per un volantinaggio elettorale ed un comizio. Gli operai hanno sfilato prestando attenzione a quello che Giordano diceva ma senza risparmiare una forte delusione per l’esperienza di governo appena conclusa senza i frutti sperati di molte promesse fatte. Il segretario di Rifondazione Comunista ha attaccato il suo discorso ricordando il decesso di ieri, l’ultimo di una lista, di Domenico Monopoli, 43 anni, di Cerignola. «A Melfi, in uno stabilimento Fiat è morto un operaio facendo lavoro notturno, facendo gli straordinari. Per questo vorrei dire in maniera chiara a tutti coloro, anche nel Pd, che pensano di scambiare i salari con una maggiore produttività che le condizioni del lavoro sono assolutamente insostenibili e intollerabili». Questo è stato il passaggio che ha maggiormente incontrato l’attenzione e il consenso dei lavoratori che uscivano dai cancelli Fiat. Si sa che l’appetito confindustriale in fatto di produttività in cambio di qualche soldo in più pare inesauribile. Giordano ha poi aggiunto: per l’ennesima volta non dobbiamo parlare di incidente o infortunio ma di omicidio. Prima dell’arrivo del segretario del Prc alcuni provocatori si sono presentati alla porta ed hanno fatto ampio uso di frasi tipo: “quest’anno voto l’estrema destra perché deve tornare il duce...” oppure “quest’anno voto Berlusconi perché voglio fare rubare lui e non quelli della sinistra”. Dopo una piccola discussione si sono dileguati. Marilde Provera, capolista al Senato per la Sinistra Arcobaleno, dopo un lungo intervento, ci traduce l’umore di Mirafiori: «E’ sempre difficile venire a parlare ai cancelli della Fiat di Torino, ma noi ci siamo. Gli operai sono molto perplessi ma attenti rispetto quello che diciamo. Lo loro attenzione deve trovare risposte che in questo momento solo la sinistra può dare». Le perplessità degli operai sono effettivamente molte. Alcuni sostengono che il costo della vita pare essere aumentato solo per loro mentre altri pensano che la crisi economica generale, internazionale e italiana, sia un balla colossale. Carlo, ad esempio, ci dice: «E’ una storia per far vedere che tutti soffrono mentre è solamente la categoria dei lavoratori quella che si sta impoverendo, a vantaggio di una minuscola élite che invece si arricchisce grazie ad una redistribuzione della ricchezza che privilegia sempre più la rendita». Rincara la dose Anna, operaia a Mirafiori da 30 anni: «Vogliono solo farci lavorare di più... per questo aumentano il pane ed il latte, ci prendono per la gola. I soldi si devono tirae fuori dalle tasche di chi le ha piene e poi darli a quelli come noi che andiamo avanti a mille e cento euro al mese. Altro che meno tasse per tutti!». Viste le ultime ed improvvise sensibilità elettorali di Pd e Pdl rispetto la questione redistribuzione del reddito (dalle pensioni ai salari) Franco Giordano non ha mancato di far notare la «potenza della campagna elettorale»: «Magicamente ritornano i soldi per le pensioni, per i precari, per i disoccupati... Ci siamo spesi per tantissimo tempo su questi argomenti - ha osservato il segretario Prc - anche durante il confronto sul protocollo sul welfare, ma non ci hanno voluto dare retta. Per questo, noi vogliamo continuare a essere seri: chiediamo l’aumento delle pensioni minime, l’indicizzazione delle pensioni rispetto alle dinamiche Istat con la modifica del paniere e che si garantisca, soprattutto per le pensioni future, almeno il 65% dell’ultimo livello retributivo». La radicalità della proposta della Sinistra pare far recuperare consensi, invece, tra coloro che non hanno mai digerito l’alleanza con il centro, visto come il cavallo di Troia della Confindustria. A sentire le voci di questi operai, infatti, non sono pochi coloro che tornano a votare proprio perché questa volta non c’è nessuna alleanza con Mastella, Dini e compagnia. Secondo Alberto «è necessario che la Sinistra Arcobaleno sia una forza d’opposizione e di piazza, vero e unico contraltare del prossimo governo, qualunque esso sia, fosse anche un “veltrusconi”». «Non ho alcuna paura per queste elezioni - conclude l’operaio Alberto - ne avevo molta più nel 2006. Ora so cosa mi aspetto e chiedo a chi voto di fare un’opposizione spietata. Io votavo Pci e in quarant’anni di opposizione abbiamo ottenuto tutto quello che ora i miei figli stanno perdendo».
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