campagna elettorale

Pericolosa personalizzazione della politica

Redazione de “IL SAPER FARE”

Valorizzareilsaperfare 27 marzo 2008

Non c’è da scandalizzarsi se in campagna elettorale si tende a “caricare” la ricerca di consenso, sulla propria immagine e sul proprio “carisma”.

Altro è però, quanto sta avvenendo: un pericoloso contributo alla “corrosione” di quelle chiamate “istituzioni della democrazia rappresentativa”, tanto da avvalorare l’allarme “EMERGENZA DEMOCRATICA”.

Candidati premier impegnati in una “coltivazione” di sé stessi, la scena solo per loro, quasi che i loro Partiti o schieramenti non abbiamo, cioè, una classe dirigente.

E’ una pericolosa personalizzazione della politica (ridotta a politichese) che nasconde un deficit di rappresentanza, cerca di “captare” genericamente grandi tematiche – lavoro, precariato, donne, giovani, pensionati, ecc. mentre per la composizione delle liste si guarda a scelte di “facciata”, persone vicini e fedeli al leader.

Anche a sinistra si vive questo: innovazione, rinnovamento, democrazia, partecipazione, sono relegati ad affermazioni, parole roboanti, mentre i fatti, il fare, altro è.

Stiamo assistendo a elezioni di “assenti”, di politici o pseudo tali, in attesa di essere eletti e se, vincitori, di occupare posti di governo, enti ecc.

Basta a giustificare tutto ciò, il vigente sistema elettorale?

NO, questa è la scusa per nascondere la verità: si è affermata, anche a sinistra, una concezione oligarchica del fare politica, del leader o presunto (addirittura autoproclamatosi tale).

Che fare?

Si alzi forte e chiara, dal popolo di sinistra, la voce, la ribellione, a tutto ciò: si ritorni alla politica, quella vera (polis), si ripristini la democrazia basata sulla partecipazione decisionale degli “attori” (militanti, iscritte/i, aderenti).

 

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