Candidando...candidando

Jacopo Matano

Aprile online 26 marzo 2008

Verso il voto di aprile/3 Continua il nostro tour virtuale nelle liste dei candidati che andranno a formare la prossima squadra di onorevoli, o il prossimo bollettino di trombati. Tra nuove conoscenze, fedine (ri)pulite, nomi altisonanti e piccoli potentati locali, sono quasi tutti pronti al fotofinish per la corsa a Montecitorio. La terza puntata: Lombardia

Matteo Colaninno è il ragazzo d'oro che scala le vette di politica ed imprenditoria, piace anche per il suo sorriso che fa crollare il muro per la seconda volta. Figlio indipendente con il cognome che pesa, il 37enne manager ringrazia Veltroni perché grazie a lui finalmente si è compreso che "imprese e lavoratori corrono per lo stesso obiettivo". A guardarlo così, non ci assomiglia neanche lontanamente, ad un piccolo padrone. Milano lo vuole in cima, il leader lo lancia facendosi mettere -letteralmente- sotto di lui. Si dirà: la Lombardia è un trittico di circoscrizioni esigenti, occorre trovare una coniugazione tra partiti ed imprenditoria. Anche perché c'è chi ormai da tre lustri fa di meglio: il partito-azienda.

QUADRI DEMOCRATICI - Ma Colaninno jr non è l'unico imprenditore in vetta al Pd: in lista con lui, infatti, compare anche l'on. Farinone, sesto dopo le due ministre Lanzillotta e Pollastrini, ed il deputato uscente Erminio Quartiani. A capeggiare la lista 2, invece, è Enrico Letta, seguito dal bresciano sindaco Paolo Corsini, che scalza da Montecitorio senza malumori un altro bresciano, il vicepresidente della Commissione Finanze Franco Toltoti. In Lombardia 3, sotto il potente capogruppo Soro esordisce Luciano Pizzetti, cremonese, coordinatore nazionale, pronto ad assaggiare la "grande" politica. Terzo, il radicale Maurizio Turco. Le sensazioni sono confermate: altro che "figurine", le liste piddine lombarde sono piuttosto una macedonia di giovani quadri, giovani imprenditori, quadri un po' meno giovani, ministri. Si dirà: il Paese ha bisogno di muoversi. Eppure per trovare un po' di cultura occorre cercare al settimo posto, dove finalmente fa capolino Furio Colombo.

I nomi sulla scheda celeste, invece, suonano tutta un'altra musica. Il Pd ha deciso di trasformare Palazzo Madama in un Senato accademico, e sfodera un trio di alto livello: Umberto Veronesi, Mauro Ceruti, e l'annunciato Pietro Ichino. E ancora: la senatrice giornalista Dossi, e Gerardo D'Ambrosio.

SINISTRA POETICA - In Sinistra Arcobaleno, le carte in tavola di Bertinotti & Co. sono un po' sparigliate. Nella circoscrizione 1 Sd fa il "panino" a Rifondazione, con il capolista Mussi seguito da Rocchi (Prc) seguito da Galardi (Sd). In buona posizione Daniele Farina, il "bombarolo" che fece esplodere una polemica, due anni fa, per la sua candidatura alla Camera. Nei vent'anni dediti alla militanza attiva con il Leonka, Farina è stato arrestato in diverse occasioni per fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi, varie ed eventuali. Ma in Parlamento era già disinnescato, e così Rifondazione lo candida al quarto posto. Tre posizioni sotto di lui, la romni serba Dijana Pavlovic, prima in Parlamento se eletta. A riservare qualche sorpresa è l'elenco di Lombardia 2. La gerarchia invertita Gianni Pagliarini (Pdci), Maurizio Zipponi (Rifondazione), e la new entry Rossana del Regno, verde di Monza, precedono Rosangela Pesenti. Femminista e poetessa, qualcosa di lei si legge in giro per la rete. "La città è un profilo di fumo/su cui germogliano esili antenne/nell'alito rosato del crepuscolo/i pensieri s'allungano/come dita invisibili/sulla tastiera dei giorni [...]". Attenzione alla toga in campo nella terza circoscrizione: torna alla politica Gianfranco Amendola, procuratore aggiunto a Roma, ex eurodeputato (nel 1989, c'era ancora l'Urss). Lo segue Nicoletta Pirotta, dirigente di Rifondazione, responsabile regionale Politiche sociali e sanità al gruppo regionale nel Pirellone.

A Palazzo Madama, invece, ecco Rita Borsellino. Le fa Eco la Prc già parlamentata Giovanna Capelli ed il consigliere regionale verde-brizzolato Carlo Monguzzi.

BETULLE E COCKTAIL - Il Pdl punta tutto su Milano per "piazzare" i big. Cognomi che non sbagliano: Berlusconi, Fini, La Russa, Craxi, Rotondi, Ronchi. Scendendo, i capi lasciano il posto ai molti ex sottosegretari dell'era Silvio, tra cui Mario Valducci (attività produttive) e Valentina Aprea (istruzione). E come non riferire dell'ex Potere Operaio, ex Soccorso Rosso, ex Dp, ex Socialista, ora forzista, avv. Gaetano Pecorella. Smarrita (la candidatura) al 13mo posto.

Giulio Tremonti guida la classifica di L2, ed è in testa sopra la già candidata Maria Stella Gelmini e Raffaello Vignali, presidente, quest'ultimo, della Compagnia delle Opere. Al pranzo con Veltroni Vignali non c'è andato: candidato al terzo posto con il partito opposto, ci ha mandato il suo vice. Eppure qualcuno deve aver storto parecchio il naso per i titoloni in prima pagina della mano tesa piddina. "L'incontro lo ha chiesto Veltroni, e rispondere è cortesia", commentava. Quanti nasi sono stati storti tra gli elettori di Walter per questa apertura al braccio armato di Cl, invece, non è dato sapersi. A proposito di nasi storti (e rotti), e bracci armati, ecco una sorpresa al 17mo posto. E' l'agente Betulla: spia (illegale) del Sismi di Pollari, coinvolto nel rapimento di Abu Omar, condannato a sei mesi, radiato dall'ordine dei giornalisti lombardi, Renato Farina è sempre sulla cresta dell'onda, e a metà della lista.

E visto che il trend di queste politiche è orientato verso ricambio e trasparenza, per la terza circoscrizione Berlusconi punta tutto sul sessantasettenne Giancarlo Abelli. Pavese di nascita, politico locale di lunghissimo corso proveniente dalla Dc, manager della Sanità, pluriassessore sotto Formigoni, pluriarrestato - una volta, nel 2000, ricevette l'avviso di garanzia lo stesso giorno della sua nomina alla Regione -, Abelli è oggi uno degli ultimi, rari aperitivisti della Milano da bere. Visto che conosceva bene il dottor Poggi Longostrevi, che prima di togliersi la vita ormai otto anni or sono era riuscito a sottrarre alla sanità lombarda parecchi dindini (almeno 60 miliardi di lire), di sospetti su di lui se ne erano addensati eccome: consulente in materia di Sanità per il presidente della Regione Formigoni e contemporaneamente amico stretto di Poggi Longostrevi, possibile che non avesse visto e saputo nulla? Fortunatamente Abelli è uscito pulito da questa storiaccia, assolto nel 2003. E nonostante secondo i bloggers non abbia mai giustificato davanti ai giudici il perché di quella "consulenza" di 70 milioni di lire per il dottor Truffa, né come mai lo stesso Longostrevi amasse affermare "per me pagare Abelli era come stipulare un'assicurazione", gli diamo il benvenuto a Montecitorio.

Il capo spirituale e politico del centro-destra lombardo non poteva mancare. Roberto Formigoni, infatti, fa da capolista al Senato, seguito da Alfredo Mantica e Ombretta Colli. Al terzo posto staziona Guido Possa, docente in Controllo dei reattori nucleari al Politecnico di Milano ed autore di numerose pubblicazioni scientifiche sul nucleare, che rientra a Palazzo Madama come portavoce di un ritorno bipartisan agli atomi.

Quel ramo del lago di Como riserva ancora qualche sorpresa. Ciliegina sulla torta nelle liste lombarde è infatti Beppe Grillo, candidato capolista sopra Berlusconi. Anzi, Barlusconi, Pericle. Strano eh? Tutta la lista Grillo è infatti una trovata provocatoria del celebre Renzo Rabellino, ex leghista poi candidato premier dei No Euro, che non aveva niente di meglio da fare che registrare il nome ed il simbolo "per il Grillo", e scovare due quasi omonimi del comico e dell'ex premier da piazzare al primo e al secondo posto. Grottesco, come del resto tutti i 47 nomi della sua lista: dal quasi allenatore Ancillotti (Giuseppe), all'Insalata (Biagio), dal maestoso Ponte (Giovanni), al simpatico Gazzaniga (Italo), dall'evocativo Cacace (Giovanni) ai monosillabici Mor (Gianni) ed Eli (Daniela), dal Martello (Aldo), ai Chiodi (Giulio). Come dicono da queste parti, "ma va a lavùrar".

 

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