Felice R. Pizzuti

«Siamo alla classica una tantum. Il nodo sono i tagli alla spesa»

Fa. Seba.

Liberazione 26 marzo 2008

Cosa pensi della proposta del Pd di integrazione degli importi delle pensioni?

Prima di entrare nel merito vorrei sottolineare che nella proposta del Pd rimane il dato di fondo di una politica fiscale tesa a un rapido rientro del debito pubblico. Il che impone un vincolo più stretto per qualsiasi tipo di spesa, quindi anche per quella sociale. Sarà poi inevitabile un effetto negativo sulla domanda e sulla capacità di interagire positivamente sul clima di recessione.

Insomma, ritorneremo all’alternativa secca, che un anno e mezzo fa era tra giovani e anziani e oggi diventa tra lavoratori e pensionati...

Nel momento in cui il vincolo del bilancio pubblico si fa stretto anche l’ipotizzato intervento sul carico fiscale dei salari incontrerà difficoltà ad essere attuato.

Entriamo nel merito...

La misura con la quale si vuole aumentare le pensioni si basa su un meccanismo che interviene solo sull’inflazione trascorsa ma non è un meccanismo stabile di salvaguardia dall’inflazione anche in futuro. Il meccanismo favorisce i pensionati più anziani ma questo non coincide con le pensioni di più vecchia liquidazione, le quali sono quelle più erose dall’inflazione trascorsa. Se aumento le detrazioni lo taro su quanto ti voglio restituire del passato ma non è detto che l’anno prossimo aumenterò le detrazioni.

Detta così la proposta del Pd sembra somigliare alla classica una tantum, sbaglio?

Sì. E’ una misura che recupera l’inflazione passata ma non è un meccanismo stabile.

Il Pd propone anche un meccanismo per l’aggancio delle pensioni ai salari...

Nel documento c’è la revisione del metodo di calcolo delle pensioni con il quale si vorrebbe agganciare le pensioni stesse agli aumenti salariali. In realtà il meccanismo corre il rischio di portare a un calo nell’immediato delle pensioni liquidate. Inoltre, l’aggancio delle pensioni andrebbe fatto al rapporto non tra spesa pensionistica e l’ammontare complessivo dei redditi da lavoro. E questo perché se quest’ultimo come avviene da molti anni si riduce rispetto al pil ancora una volta si potrebbe avere un effetto controproducente. In ogni caso, occorre evitare che tramite il puro adeguamento attuariale dei coefficienti di trasformazione gli oneri distributivi derivanti dall’invecchiamento demografico ricadano interamente sui pensionati e non sull’intera collettività. Da tempo ho proposto di fiscalizzare almeno parzialmente l’adeguamento dei coefficienti di trasformazione.

Mentre nel mondo il neoliberismo ricorre agli aiuti statali per salvare il sistema finanziario in Italia l’attacco al bilancio dello Stato è ancora un argomento di attualità...

Nel documento del Pd si prevede lo smobilizzo del patrimonio pubblico proprio per favorire un più rapido rientro dal debito pubblico. In passato il risultato è stato una svendita ai privati.

 

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