Polemiche con i Radicali che chiedono: «Forse siamo inutili e dannosi?»

Di Pietro: «Io guardasigilli? Dal Pd veti inaccettabili»

Ro.Ve.

Liberazione 25 marzo 2008

Veltroni promette di governare senza estenuanti vertici di maggioranza? Dopo le elezioni si vedrà. Intanto, deve vedersela con Di Pietro e Bonino, i principali esponenti dei due partiti che l’ex sindaco ha voluto imbarcare nel Pd, sconfessando la decisione di correre da solo.

L’ex pm ce l’ha con i «veti» che «arrivano da esponenti del centrosinistra» contro la sua eventuale nomina a ministro della giustizia. «Il partito di Berlusconi non vuole», attacca dal suo blog il leader dell’Italia dei valori, ed è «assolutamente comprensibile. Il mio obiettivo è infatti di cancellare subito le leggi ad personam». Ma «i veti che arrivano da esponenti del centrosinistra, un giorno sì e l’altro pure, non sono altrettanto comprensibili e neppure accettabili. Gli ultimi due ministri sono stati Castelli e Mastella. Hanno ridotto la Giustizia in macerie, nessuno dei due aveva la minima competenza in materia. Nessuno, però, si è opposto a priori, come sta avvenendo ora per una mia eventuale candidatura». Si vede, conclude Di Pietro, che «mani pulite brucia ancora a gran parte della classe politica, forse hanno il timore che voglia finire il lavoro». E meno male che lui e Veltroni stanno nello stesso partito.

Anche Emma Bonino sta nello stesso partito, ma questo non impedisce continui battibecchi. Pomo della discordia, questa volta, alcune dichiarazioni di Ermete Realacci, responsabile comunicazione del Pd, e il fatto che i radicali sono stati tenuti fuori dall’organizzazione della campagna elettorale. «Ho saputo solo quando c’era già stato di un giro di Veltroni in Piemonte, dove sono candidata e che viene considerata una regione a rischio. Sembra che il Pd possa, voglia e debba fare a meno di noi. E’ un problema politico - attacca Bonino dai microfoni di Radio Radicale - O si ritengono i radicali inutili e dannosi, oppure è incomprensibile la scelta fatta». Quanto a Realacci, che all’accusa di carenza di iniziative pubbliche del Pd ha replicato che Bonino «può anche muoversi da sola», il ministro del commercio estero manda a dire che «non siamo né dei parassiti, né degli sfaticati».

 

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