|
www.spazioamico.it |
|
Appello per l'esistenza dei partiti minori |
|
Pietro Ancona |
|
Aprile online 25 marzo 2008 Alle prossime elezioni è minacciata la rappresentanza di lavoratori dipendenti e precari come quella di pensionati e immigrati, le cui formazioni politiche di riferimento rischiano di uscire dalla compagine parlamentare Il Presidente della Repubblica è intervenuto per affermare l'utilità del voto, fondamentale strumento di democrazia comunque dato, e non soltanto se per le due maggiori concentrazioni politiche italiane del Partito della Libertà e del Partito Democratico. Queste due concentrazioni politiche hanno usato una infame legge elettorale per negare la possibilità di accedere al Parlamento alle formazioni politiche che non hanno il 4 per cento dei consensi per la Camera dei Deputati e l'otto per cento per il Senato. L'appello del Presidente non è sufficiente a garantire il corpo politico italiano dal momento che tutto il sistema informativo, dai giornali alla televisione, ignora l'esistenza e i programmi delle formazioni politiche minori ed è impegnato a personalizzare la campagna elettorale attorno alle figure di Berlusconi e Veltroni, che risultano dominanti e di gran lunga più rappresentate rispetto a tutte le altre. I programmi di PD e Pdl tendono ad assomigliarsi non tanto per convergenza virtuosa sui mezzi per risolvere i problemi della società italiana quanto perché tendono a conquistare lo stesso elettorato, quello di centro, e cioè ad esprimere gli interessi dello stesso blocco sociale: quello che esclude il lavoro dipendente, i pensionati, i precari, gli immigrati. Ridurre il Parlamento alla espressione bipartitica di questo blocco sociale è operazione profondamente reazionaria ed antidemocratica, destinata ad accrescere il conflitto sociale dal momento che quanti si riconoscono nella tradizione del movimento socialista o in altre espressioni politico-culturali diverse da quelle veltroberlusconiane, rischiano di restare fuori dalla compagine parlamentare. Inoltre, la dichiarazione di Veltroni di rinunzia a qualsiasi alleanza con la sinistra anche se dovesse pagarne il prezzo di cedere il potere a Berlusconi ed ai suoi alleati, aggrava l'esclusione, quasi un colpo di stato, degli interessi di tutte le classi legate al lavoro dipendente. In sostanza anche se i lavoratori continueranno a votare, il loro voto non avrà più alcun valore dal momento che i partiti che esprimono i loro interessi sono aprioristicamente o esclusi dal Parlamento o ignorati da coloro che raccolgono il grosso dei consensi della società italiana. Avremo uno svuotamento della Costituzione italiana fondata sul lavoro. Non è escluso che i due maggiori partiti riformeranno profondamente la Costituzione adattandola alle loro esigenze ed escludendo l'ispirazione fondamentale che l'ha fatta nascere, e cioè garantire a tutti i cittadini italiani parità di diritti e di opportunità ed adeguata rappresentanza politica. Per questo mi auguro che tutti i partiti della tradizione democratica italiana a cominciare dal Partito Socialista superino le difficoltà ed abbiano la possibilità di accedere in Parlamento a rappresentare l'opinione di quanti non delegano ai partiti di Berlusconi e Veltroni la rappresentanza dell'intera società italiana e della sua storia civile.
|