Candidando...candidando

Jacopo Matano

Aprile online 25 marzo 2008

Verso il voto di aprile/2 Continua il nostro tour virtuale nelle liste dei candidati che andranno a formare la prossima squadra di onorevoli, o il prossimo bollettino di trombati. Tra nuove conoscenze, fedine (ri)pulite, nomi altisonanti e piccoli potentati locali, sono quasi tutti pronti al fotofinish per la corsa a Montecitorio. La seconda puntata: Liguria e Lombardia

"Con quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così, che abbiamo noi prima di andare a Genova" a votare per il Pd. Eh già. Perché nella repubblica marinara, e in tutta la striscia di Italia che la circonda e che confina con i cugini d'oltralpe, i vicini piemontesi e tosco-emiliani e i tramonti sul Tirreno, capolista alla Camera per il partito del voto utile è Giovanna Melandri. Gettonatissima dai vip, un pò meno dalla base, la ministra dei giovani entra a Montecitorio per il suo quindicesimo anno di legislatura. Effetto novità: i capelli corti. Passata la Melandri, il faro sotto il quale nacque Colombo illumina a giorno il think-tank piddino. Seguono infatti Andrea Orlando, il giovane spezzino "organizzatore" del Pd e Francesco Garofani "Paracadutato" in Liguria per sua stessa ammissione. Quest'ultimo a Genova ha molti amici ma è romano de Roma. Vicinissimo a Franceschini, ha già alle spalle un seggio sulla collina conquistato nella terza circoscrizione della Lombardia nel 2006. Garofani è stato anche direttore del Popolo, e lo sa benissimo: è la solita maledizione degli intermedi, vagare di regione in regione in cerca di un posticino che consenta la rielezione.

Scorrendo la lista piddina, ci si accorge che i volti già noti alle cronache parlamentari sono molti, anzi tutti, almeno quelli in prima linea. Tranne il segretario regionale Mario Tullo, infatti, (per inciso uno che alle primarie ha strappato un veltroniano - e bulgaro - 77%), compaiono molti espatriati di Palazzo Madama, che rientrano nella sacra porta parlamentare dall'ingresso della Camera (Egidio Banti, Lorenzo Forcieri, Sabina Rossa). A prendere il treno per il Senato, invece, è Roberta Pinotti, deputata, insegnante di italiano, classe 1961, blindata su una terza legislatura. La Pinotti è l'attuale presidente della Commissione Difesa della Camera: saprà difendersi a Palazzo Madama. Passerebbe solo in caso di premio di maggioranza Stefano Fassina, quarto in lista. Uomo di Visco, Fassina è un giovane tecnopolitico di alto livello: cinque anni all'Fmi, poi esordio al ministero dell'Economia dell'era Ciampi, a Genova, come racconta nelle interviste alla stampa, ci va spesso. Ed è merito suo il dispositivo per la riduzione fiscale delle imprese minime e marginali.

Nell'area rossoarcobaleno, balzano al primo posto i Comunisti Italiani, con il prof. Licandro (Orazio Antonio). Anche lui capo organizzazione del partito, non è proprio cresciuto a pane e pesto, visto che è nato a Catania ed insegna a Catanzaro. Lo segue Stefano Quaranta, chief di Sinistra Democratica in Liguria e giovane capo dell'allora Correntone, è il candidato di punta di via Luigi Lanfranconi, dove ha sede il movimento di Fabio Mussi. Ultimo ma non ultimo - anzi forse si - Sergio Olivieri. Del navigato segretario regionale di RC, spezzino, ex operaio, deputato uscente, si è molto parlato negli ultimi giorni: nonostante le proteste, le oltre 3000 firme raccolte in 24 ore in suo favore, lo sciopero della fame del compagno Conti (è "macelleria politica", commentò), le pressioni di Don Andrea Gallo e di Sanguineti, l'onorevole Olivieri resta lì, al terzo posto, pronto ad uscire da Montecitorio. Presenze femminili solo al quarto e sesto posto: Gabriella Badano, consigliere comunale dei Verdi ad Imperia, e, dato che un po' di Movimento fa sempre bene, Rita Lavaggi (forum ambientalista ligure, comitato per la difesa del parco di Villa Rosa).

Al Senato, la Sinistra Arcobaleno presenta la Verde Cristina Morelli, prima volta in Parlamento ed un passato da militante animalista. Laureata in Architettura, nella sua lunga carriera di movimento e proteste, ha occupato svariati consigli comunali, provinciali e il regionale travestendosi, nell'ordine: da gatto, da mucca, due volte da uccello, da capriolo. Fuori da SA, ad aspettare, stanno invece Ferrando e Turigliatto, Pcl e Sinistra Critica, che proprio qui in Liguria presentano il loro nome come capilista dei rispettivi micropartiti al Senato.

I Berluscones, dal canto loro, piazzano un "popolarissimo" solo al quinto posto. E' Sandro Biasotti, sessant'anni tondi, di cui cinque come governatore della Liguria. Ma la sua medaglia di cioccolato in realtà vuol dire seggio, visto che i primi due sono Silvio e Gianfranco, e dopo la loro rinuncia il 15 aprile Biasotti acquisterà il bronzo. La gloria, però, durerà solo per poco. Come annuncia Scajola, Biasotti "è un deputato provvisorio: in attesa di tornare alla guida della Regione, nel 2010". E Scajola, invece? L'uomo di ferro degli interni e del G8, ministro imperiale di Imperia, trasformato in uomo di latta dopo aver dato del rompicoglioni ad un Marco Biagi defunto, torna alla ribalta con il terzo posto e viene santificato sull'altare del Pdl ligure. Sotto di lui, la tricolore Fiamma Nirensztein. La super-liberal inviata del Giornale in Medio-Oriente è reduce dalla manifestazione per il Tibet e da una pesante querelle con Vauro per una vignetta "miserabile". Ma di quest'ultima vicenda anche i meno informati sanno già.

Merita un plauso, all'ottavo posto, Michele Scandroglio, che è coordinatore regionale di FI e braccio destro del suddetto ex ministro. Ed è uno che non va per il sottile. Realpolitico, "a lui piace la politique politicienne, quella fatta anche di intrighi, di mediazioni, di lunghi conversari per cercare un minimo comune multiplo" scrive plaudendo Il Giornale, che lo ha già ribattezzato "Michele l'intenditore". Non tutti sanno che questo ottavo gigante è anche Console Onorario: il Governo Bulgaro lo ha infatti nominato tale, "in data 31 Maggio 2006", come leggiamo da internet. E "Il ministero degli Affari Esteri, con l'exequator del 5 Luglio 2006, ne ha convalidato la competenza sulla Circoscrizione territoriale della Regione Liguria".

Un passaggio rapido sull'Italia dei Valori: Di Pietro, che è candidato capolista un pò ovunque, si fa seguire dal rispettato Giovanni Paladini. Ex Margheritino, ex consigliere regionale, ma soprattutto ex Ispettore superiore di Polizia (ed ora segretario nazionale del sindacato autonomo), è un atleta ed un appassionato nuotatore. E qualcosa suggerisce, vista la circoscrizione elettorale, il curriculum ed il partito, che non sia propriamente l'uomo a cui andare a chiedere una commissione di inchiesta sui fatti di luglio 2001.

 

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