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Al Fulgor di Rimini |
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Paolo Ferrero riempie la sala e lancia la campagna elettorale della Sinistra |
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Patrizia Fiori |
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Liberazione 22 marzo 2008 Rimini Paolo Ferrero è riuscito a riempire il cinema Fulgor di Rimini, con oltre 250 persone presenti all’iniziativa della Sinistra Arcobaleno. Questo dato è incoraggiante considerato che Rimini è una piazza storicamente difficile per la sinistra. La platea era molto variegata: molti migranti, senegalesi, ucraini, sinti, ecuadoregni ad ascoltare il ministro che più di tutti si è battuto per i loro diritti; donne impegnate nella difesa della 194, messa in discussione a Rimini da esponenti teo-dem del Pd, anziani militanti del P.C.I., cinquantenni extra-parlamentari negli anni ’70, giovani anche sotto i 20 anni. Ha introdotto Vittorio Buldrini, assessore al Comune di Rimini, che ha sottolineato l’importanza delle prossime elezioni politiche, illustrando il rischio che una sconfitta della Sinistra Arcobaleno determinerebbe l’assenza nel Paese di sensibilità che tutelino i più deboli, proponendo un modello di società alternativo a quello delle destre, ma anche da quello declamato da Walter Veltroni. Buldrini ha aggiunto che il bipartitismo promosso sia da Berlusconi che da Veltroni va combattuto; le differenze tra gli uni e gli altri sono sempre meno riconoscibili, mentre è ben riconoscibile il loro interesse a tutelare i poteri forti. Poi è seguito l’intervento di Paolo Ferrero. Il ministro è stato un fiume in piena, ha parlato sia del governo Prodi sia delle prospettive future, con un tono libero da qualsiasi vincolo di maggioranza; ha parlato alla sua gente, potendo finalmente dire tutto quello che i difficili equilibri interni all’Unione costringevano a tacere. Riguardo al governo ha ammesso che la scommessa di Rifondazione e della sinistra è stata persa, non riuscendo ad applicare le parti del programma dell’Unione che prevedevano redistribuzione della ricchezza, maggiori diritti civili, eliminazione del precariato, abolizione della Bossi-Fini. Ha evidenziato quindi le cause della crisi, che non sono state solo la risicata maggioranza al Senato, ed il voto determinante dei vari Mastella, Dini, Binetti, ma soprattutto l’atteggiamento del Pd che, fin dalla sua nascita, ha osteggiato gli obiettivi di governo, dando già per superata l’esperienza dell’Unione e rivolgendo lo sguardo a quell’elettorato moderato da scippare alle destre. Un esempio: la lotta all’evasione fiscale, uno dei punti positivi del governo, viene smentita nel programma del Pd, e l’esclusione dalle liste di Vincenzo Visco la dice lunga. Il Pd propone ora non più repressione, ma diminuzione delle aliquote per le imprese, sperando che dovendo pagare meno, si decidano a pagare, pari a Tremonti quando era ministro. Il ministro ha poi con chiarezza dichiarato che le prospettive per la sinistra sono allo stato attuale solo prospettive di opposizione, escludendo compatibilità di intenti fra Sa e Pd. In un ultimo passaggio sull’unità della Sinistra, Paolo Ferrero si è detto contrario ad accelerazioni di vertice su un eventuale ed immediato partito unico, specificando che il processo deve essere e consapevole e partecipato sia dalla base dei partiti storici, sia dalle realtà associative e di movimento che intendono dare vita alla Sinistra-Arcobaleno.
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