Miraglia, Arci: «Inserite le norme antiterrorismo della destra. Sono altre le urgenze»

Insiste e peggiora, il governo sbaglia

d.p.

il manifesto 29 dicembre 2007

«Il governo avrebbe fatto molto meglio a lasciar perdere i decreti d'urgenza e a discutere in parlamento in maniera civile le vere emergenze di questo paese. Che sono una nuova legge sull'immigrazione e la regolarizzazione di migliaia di persone». Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci, boccia senza appello il nuovo decreto sulle espulsioni varato ieri dal consiglio dei ministri. «Errare è umano, perseverare è diabolico. E il governo persevera nell'errore riproponendo il decreto con metodo andreottiano, cambiando qualche virgola, in peggio», spiega.

Lei contesta la necessità di presentare un decreto d'urgenza?

Tanta urgenza non ha alcun fondamento. L'opinione pubblica ha la percezione di una situazione difficile dal punto di vista della sicurezza. E va bene. Ma è una percezione, appunto, non corrisponde ai dati sulla criminalità. Che invece fotografano che non c'è stato nessun aumento della criminalità, neanche dei reati cosiddetti 'predatori', quelli che in generale fanno più paura.

Anzi, Amato ha annunciato una «significativa» diminuzione dei reati commessi nel 2006.

E non certo grazie al decreto di cui hanno tanto discusso. Ripeto, le nostre emergenze sono altre. Di questa materia si parla troppo e male. Anziché intervenire, si preferisce fare conferenze stampa. Che costano meno dei provvedimenti concreti e fomentano paure e insicurezze. Servono azioni di socializzazione e rassicurazione verso le categorie più vulnerabili. Ma per farle servirebbero risorse e idee. Invece nelle conferenze stampa si dice che gli italiani hanno ragione a sentirsi insicuri. E per farli sentire meglio, basta diminuire le garanzie ai poveri e agli immigrati.

Nel merito, cosa non condivide di questo nuovo decreto?

Primo: si rimette in discussione per l'ennesima volta il principio della libera circolazione delle persone a causa di una presunta invasione dei rumeni - nel decreto si parla di 'paesi membri' della comunità, ma si sa che si intende Romania. Tutti sanno che l'aumento di rumeni è dovuto al fatto che ce n'erano già molti in Italia, che ora sono semplicemente emersi, e che comunque sono indispensabili al mondo del lavoro. Ecco la vera urgenza: quella di far emergere il lavoro sommerso, le 150mila domande per il decreto flussi da parte di datori che chiamano gli stranieri. E tutti sanno che si tratta di gente che è già da sul nostro territorio. E sono solo una parte: ci sono anche quelli delle campagne del sud. che nessuno vuole regolarizzare.

Fra le garanzie, si introduce la convalida dell'espulsione da parte del giudice ordinario.

Un passo avanti, va dato atto. D'altra parte però non c'era nessuna necessità di inserire la conferma del decreto Pisanu sulla lotta al terrorismo. Siccome scadeva, il governo lo ha aggiunto e allargato ai comunitari. A che serve? Già oggi, nelle indagini per terrorismo, ci sono tutti gli strumenti per arrestare le persone e tenerle in carcere. E comunque anche un presunto terrorista ha diritto a un giusto processo. Queste cose le abbiamo già contestate al governo Berlusconi.

Quanto ai centri di permanenza temporanea?

Spero che prevalga la ragionevolezza, che chi fa ricorso non venga trattenuto. E che i Cpt non si riempiano di comunitari. Lo stesso ministro Amato, alla fine della commissione De Mistura (per la verifica della funzionalità dei Cpt, ndr) ci aveva assicurato che l'idea che vi finissero i comunitari era da escludere. Che oggi ci sia un'ipotesi del genere è un passo indietro.

 

I testi

Procedure più veloci

Sono tre i provvedimenti in materia di sicurezza approvati dal consiglio dei ministri, che recepiscono il testo emendato e approvato in senato e poi fatto decadere alla camera. Il primo è un decreto legislativo che modifica il recepimento della direttiva comunitaria sul «diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri», una riproposizione delle norme «anti-rumeni» dello scorso novembre. Il secondo è un decreto legge «in materia di espulsioni ed allontanamento dal territorio nazionale per motivi di terrorismo e di pubblica sicurezza». A questi si somma il disegno di legge dedicato all'omofobia, curato dalla ministra Barbara Pollastrini.

Il decreto legislativo

Le modifiche alla precedente legge di recepimento riguardano prevalentemente l'espulsione dei cittadini comunitari «al fine di adeguare la normativa alle esigenze di celerità ed effettività della loro esecuzione». Tre le ipotesi contemplate: in primo luogo l'allontanamento dei cittadini comunitari sprovvisti di mezzi di sussistenza, di competenza del prefetto; al prefetto spettano anche i provvedimenti di allontanamento per motivi di pubblica sicurezza, non necessariamente in presenza di un reato ma anche per «motivi imperativi di pubblica sicurezza». Questi motivi si verificano «quando la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, effettiva e grave alla dignità umana o ai diritti fondamentali della persona ovvero all'incolumità pubblica». La terza ipotesi riguarda infine l'espulsione di cittadini comunitari «per motivi di sicurezza dello stato», disposta direttamente dal ministro dell'interno.

Il decreto legge

Ritorna il decreto Pisanu sulle espulsioni per terrorismo. La legge del 2005 nata dal decreto dell'allora ministro dell'interno (e votata ai tempi anche dall'Ulivo) prevedeva infatti l'esaurimento della norma il 31 dicembre 2007. Nel nuovo testo resta il conferimento al ministro dell'interno del potere di espellere con effetto immediato per sospetto terrorismo, aggiungendo però la necessità di convalida da parte dell'autorità giudiziaria.

 

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