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Il segretario di Rifondazione Franco Giordano: «Servono scelte radicali. Bene partire dai salari ma legarli alla produttività è una truffa» |
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«A gennaio la verifica è nei fatti» |
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Matteo Bartocci |
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il manifesto 28 dicembre 2007 Ormai alla vigilia della verifica di gennaio, «la faremo, è nei fatti», le preoccupazioni del segretario di Rifondazione comunista sono in parte dissolte. L'invito al premier ad ignorare «i rumori di palazzo» per dedicarsi alla «redistribuzione sociale e ai salari» è stato accolto, almeno in parte, dal presidente del consiglio. «Prodi ha colto il punto di sofferenza più significativo della società italiana, che riguarda il lavoro dipendente», commenta prudente il segretario di Rifondazione. «Ma se il governo vuole andare avanti deve ritrovare il coraggio di una politica dei passi lunghi, lontana dalle convulsioni millimetriche del ceto politico e dai posizionamenti sibillini di Palazzo». Come giudichi l'agenda 2008 stilata dal premier? E' positivo che finalmente si parta dai salari e che si rimettano i riflettori sul lavoro. Con inflazione e caroprezzi salari e stipendi vengono erosi sempre di più: negli ultimi anni hanno perso 1900 euro in potere di acquisto. Bene ha fatto Prodi a partire da qui. Ma è giusto chiarire subito che contrariamente a quanto vuole la Confindustria non si possono legare i salari alla produttività, perché è una truffa, non porta a nessun aumento reale. Vale per tutti i lavoratori, compresi quelli nel pubblico impiego. Noi chiediamo che il governo si impegni subito a detassare gli aumenti contrattuali concordati a livello nazionale. Per voi si è rotto il vincolo con il governo. Prodi però afferma che a gennaio non ci sarà nessuna «verifica» e giudica il programma di governo ancora solido. Su questo sbaglia. La verifica ci sarà nei fatti, perché la vogliamo noi. Intendiamo arrivarci con un'ipotesi di accordo e di compromesso. Ed è un po' paradossale che dica così, perché il suo discorso appare perfino incoraggiante. Sappia però che la verifica è aperta a ogni esito. Un terzo della coalizione non può contare meno di pochi singoli senatori. A proposito, mentre parliamo Dini fa già sapere che è insoddisfatto degli annunci del premier. Guai a inseguire le giravolte di chi insegue microscopici interessi personali. Se il governo vuole superare questa fase difficilissima risponda al malessere che c'è nel paese e presenti proposte limpide e coraggiose. In questo modo sarebbe arduo per chiunque mettere ostacoli. La strage alla ThyssenKrupp ha purtroppo riportato in luce una drammatica condizione operaia. Qui c'è un punto specifico su cui dobbiamo intervenire. Si è ormai prodotta una rottura sociale su cui la politica dovrà lavorare tanto e ascoltare tanto. Sono stato emotivamente colpito non solo dalla strage di Torino ma anche dalla reazione di rabbia e distacco degli operai. Se viene fischiato colui che più di tutti è interno a quella condizione (il segretario Fiom Gianni Rinaldini, ndr) vuol dire che c'è una rottura sociale profonda. Se vuole riconquistare un senso e un'anima la politica deve invertire il processo di svalutazione del lavoro degli ultimi decenni. Almeno, non saprei da dove altro dovrebbe partire il soggetto unitario della sinistra. Tassare le rendite finanziarie potrebbe essere un altro inizio... Guarda, in questi anni i profitti sono aumentati dell'85%. E' perciò positivo che Prodi voglia intervenire sulle rendite finanziarie. Dico di più: possiamo anche stabilire un nesso tra questo prelievo e le risorse per i salari. Sarebbe un'inversione di tendenza. Dopo la strage di Torino tutto è cambiato. Il giorno dopo quella tragedia Federmeccanica doveva rinnovare subito il contratto dei metalmeccanici. Sarebbe stato l'unico modo serio e non ipocrita per rispondere a chi è morto facendo tante ore di straordinario per arrotondare uno stipendio troppo basso. Prodi ha anche ribadito che non ci saranno ripensamenti né sulla base di Vicenza né sull'Afghanistan. Come si comporterà il Prc? L'alternativa alla guerra è uno dei temi della verifica. Come testimonia l'assassinio efferato di Benazir Bhutto l'intera area non può essere pacificata riproponendo la dinamica bellica. Occorre far incontrare le parti, battere le resistenze degli americani e costruire percorso di pace che si basi sulla cooperazione e il disarmo. Ormai perfino nel Pd l'omosessualità è definita una «malattia da curare». Come si può essere alleati di chi avanza queste posizioni indegne di un paese civile? Sui diritti civili la verifica dovrà dare delle risposte. Sembriamo tornati al Medio Evo. Per la prima volta nella storia italiana l'integralismo delle gerarchie ecclesiastiche trova un canale diretto nella produzione legislativa. Prima della Binetti non si era mai sentito che un parlamentare votasse contro una legge perché ispirato direttamente da dio. Roba da far impallidire i fondamentalisti islamici. Lo ha scritto bene Miriam Mafai su Repubblica: con queste forze oggi non avremmo nemmeno il divorzio approvato 40 anni fa. Sulla laicità dello stato il Pd è del tutto inaffidabile. Se cade Prodi Rifondazione chiederà il ritorno alle urne oppure sosterrà un governo istituzionale? Entro nella verifica cercando di risolvere i problemi più drammatici della società e del lavoro. Non cerco la rottura: essa può avvenire ma non tutto dipende da noi. Di certo se andassimo alle elezioni con questa legge elettorale, o peggio con quella prodotta da un referendum che cancella ogni ipotesi di autonomia e di rappresentanza politica alla sinistra, non ne verrebbe nulla di buono né per noi né per i lavoratori.
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