Referendum, non vi sembra una truffa?

Felice Besostri

Aprile online 27 dicembre 2007

Ora comincia a serpeggiare la paura della consultazione sulla legge elettorale, ma non ci si attrezza giuridicamente a contrastarla presentando una memoria alla Corte Costituzionale. Senza di essa, infatti, Prodi si rafforzerebbe e i governi tecnici si allontanerebbero, con grande dispiacere del PD, del PdL e - in forma minore - del Prc

Si avvicina la data del giudizio di ammissibilità dei quesiti referendari. Il referendum è il grimaldello o la clava per far digerire i pasticci di riforma della legge elettorale vigente operati da parte del duo Veltroni-Berlusconi.

Chi si oppone ha sottovalutato l'iniziativa referendaria: "Tanto non riusciranno a raccogliere le firme" si ripeteva. Raccolte le firme con l'aiuto della grande stampa di informazione e delle strutture organizzative dei DS, ci si è crogiolati nell'illusione che si sarebbe trovato un accordo di riforma in Parlamento, ovvero di andare al voto anticipato con questa legge. Non bisogna credere a chi parla male del Porcellum: questa legge è una manna per i gruppi dirigenti dei partiti, che nominano i parlamentari e grazie a ciò vincono anche i congressi.

Ora comincia a serpeggiare la paura, ma non ci si attrezza giuridicamente a contrastare il referendum, presentando una memoria alla Corte Costituzionale almeno tre giorni prima del 16 gennaio 2008.

Senza il referendum, Prodi si rafforza e i governi tecnici si allontanano con grande dispiacere del PD, del Popolo delle Libertà e - ma in forma minore - di Rifondazione. I referendari sono preoccupati e perciò è iniziata l'offensiva della stampa amica contro la Corte Costituzionale: se non ammette i quesiti - fanno dire - significa che si è piegata alle pressioni dei partiti contrari. Eppure è logico, che davanti alla Corte, il grande imbroglio del referendum è destinato a scoppiare: se me ne sono accorto io, modesto ricercatore universitario, possibile che non se accorga la Corte?

Infatti, come ho esposto nel gruppo di lavoro sulle istituzioni dell'Assemblea Generale della Sinistra e degli Ecologisti lo scorso 8 dicembre, i referendari chiedono la cancellazione del secondo periodo del terzo comma dell'articolo 14 bis del T.U. per l'elezione della Camera dei Deputati, cioè del periodo che faceva obbligo alle coalizioni tra liste di avere un unico programma ed un unico capo politico. Logico dal momento che lo scopo del referendum è quello di eliminare le coalizioni per attribuire il premio di maggioranza alla lista più votata.

Si son dimenticati, ma non potevano fare diversamente, di togliere l'obbligo per le liste di depositare insieme al contrassegno un programma e l'indicazione del capo politico. Dunque l'articolo 14 del Testo unico fa divieto di presentare contrassegni elettorali simili o confondibili con altri, ma nulla impedisce che più liste che si presentano per proprio conto decidano politicamente, per rispetto degli elettori, di concordare un programma comune e di indicare un medesimo capo politico. Ebbene se il referendum ha successo, anche se queste liste con il medesimo programma ed il medesimo capo, ma non formalmente coalizzate perchè il referendum ha abolito le coalizioni, raggiungessero la maggioranza assoluta dei voti perchè il loro programma è fantastico ed il leader il più bello, intelligente, autorevole e carismatico che ci sia, potrebbero diventare minoranza se la loro lista maggiore avesse un voto in meno di un'altra lista in competizione, con un suo distinto programma ed un suo capo. Una minoranza politica e numerica assoluta prenderebbe la maggioranza dei seggi e quindi potrebbe governare.

Quando ho spiegato il meccanismo ad un mio nipote, digiuno di diritto, ma appassionato di calcio, mi ha restituito questa immagine: "Si affrontano due squadre. Una ha la stessa maglia e lo stesso allenatore ed i suoi giocatori hanno deciso di giocare insieme tutto il campionato. L'altra è composta da 11 giocatori disparati, ognuno con la sua divisa e che dopo quella partita se ne andranno in varie e distinte direzioni. La squadra omogenea segna ben 11 reti, ma il suo capo cannoniere ne segna 4. Se l'altra squadra segnasse 5 reti, cioè 6 di meno, ma queste reti fossero segnate da un unico giocatore vincerebbe la partita a tavolino". Non vi sembra una truffa?

 

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