A quadro nazionale “bloccato” dalle riforme, sui territori l’impegno per le amministrative

Verso liste comuni La sinistra unitaria al lavoro nelle città

Angela Mauro

Liberazione 29 dicembre 2007

Iniziative unitarie, appelli comuni, impegno per arrivare a liste comuni alle amministrative di primavera, in alcuni casi anche tesseramento unitario, seppure a livello locale. Malgrado il quadro nazionale sia al momento bloccato (pesano le divisioni sulla riforma elettorale, si attendono gli esiti del vertice dell’Unione del 10 gennaio), sui territori i soggetti della sinistra (partiti e movimenti) sono al lavoro per cominciare il nuovo anno con lo stesso passo. Non che le resistenze di livello centrale non pesino anche nelle città e nelle regioni, ma la direzione di marcia unitaria, indicata dall’assemblea generale di Roma l’8 e il 9 dicembre scorsi, sembra non arrestarsi.

Il laboratorio unitario più avanzato - tra Prc, Sd, Verdi, Pdci e le reti della società civile - si conferma a Firenze, non a caso la città del Social Forum Europeo del 2002. Agli inizi di dicembre, nel capoluogo toscano si è costituita l’associazione della “Sinistra unita e plurale” che si è già dotata di un proprio statuto sulle “forme organizzative” con tanto di comitato direttivo costituito per metà dai rappresentanti dei partiti, per l’altra metà da rappresentanti della società civile. Non solo. L’associazione, nota a livello nazionale anche per l’impegno da parte dello storico Paul Ginsborg (ieri su Liberazione un suo contributo di proposte per un soggetto unitario nazionale), sta già procedendo al tesseramento unitario in forma collettiva (partiti, altre associazioni) e individuale.

«Sono circa 180 le persone che hanno aderito - quantifica Massimo Torelli di Sinistra unita e plurale - Certo, non puntiamo a costruire una “repubblica fiorentina della sinistra”. Ma intanto abbiamo pensato bene di iniziare dal quadro locale, con una tessera dell’associazione che vorremmo arricchire con il segno grafico de “La Sinistra e l’Arcobaleno”, in attesa di un tesseramento a livello nazionale».

Pensa invece che sarebbe meglio definire prima il quadro nazionale Massimiliano Smeriglio, segretario della Federazione del Prc di Roma, città che pure già conosce diversi livelli di esperienze unitarie a sinistra. «Mi convince l’idea del doppio tesseramento, attraverso i partiti e individuale, a livello nazionale - spiega il deputato romano - Non per essere centralisti, ma per evitare di creare aspettative». Nella capitale, il lavoro unitario dei quattro partiti (fissa, ogni settimana, la riunione dei segretari cittadini) ha prodotto l’iniziativa comune sui diritti civili, prima di Natale in Campidoglio. E si lavora per arrivare a liste unitarie alle prossime provinciali. L’esito non è scontato (ci sono perplessità da parte dei Verdi), ma un camper della sinistra sta già girando per i paesi della provincia di Roma per distribuire un “questionario di ascolto” sulla base del quale verrà elaborato un programma comune.

Il destino delle liste unitarie alle amministrative in Sicilia dipende da cosa succederà negli altri centri interessati da importanti tornate elettorali, fa capire Rosario Rappa, segretario del Prc siciliano. «Se ci saranno liste unitarie a Roma e in Friuli, anche qui il Pdci potrebbe convincersi a correre insieme al resto della sinistra». Ma nell’isola un’altra variante è rappresentata dalla sentenza, attesa per gennaio, del processo all’attuale governatore Totò Cuffaro per mafia. Se dovesse essere condannato, si dimetterebbe: con le provinciali coinciderebbero anche le regionali con liste unitarie della sinistra. Ad ogni modo, in Sicilia i quattro partiti della sinistra, insieme ad Arci, Fiom, comitati civili come il “No Ponte” sullo Stretto, hanno convocato per il 19 gennaio prossimo i propri “stati generali regionali” sulla scorta dell’assemblea svoltasi a Roma all’Immacolata.

Anche in Friuli Venezia Giulia si lavora per le liste unitarie, anche in questo caso l’esito non è scontato. Intanto, è in programma per febbraio la prima “assemblea regionale aperta” della sinistra. A Milano gli stati generali si sono svolti il weekend precedente all’assemblea di Roma. Il segretario regionale del Prc lombardo, Alfio Nicotra, ne parla in termini entusiasti, pur ammettendo un «deficit di presenze di giovani, cui bisogna porre rimedio». Il lavoro unitario, spiega ancora Nicotra, «va molto bene con Sd». Un po’ meno con i Verdi che, pur partecipando al percorso comune tendono a mantenere una propria caratterizzazione e per le comunali a Brescia, per esempio, non sembrano avere intenzione di correre con Rifondazione, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani, determinati invece a presentarsi uniti. In programma in Lombardia a febbraio un’iniziativa unitaria sulle politiche regionali: modi di governare da sinistra, alternativi a Formigoni che sulle sue scelte «riesce molto spesso a convincere anche il Pd», dice Nicotra. Tra gli invitati, il governatore della Puglia Nichi Vendola.

Puglia. Nell’unica regione governata da un esponente della sinistra si registra la festa unitaria di Prc, Sd, Verdi e Pdci l’estate scorsa a Taranto, città guidata in municipio dal sindaco Ippazio Stefàno, candidato di tutta la sinistra alle ultime comunali. A breve si dovrebbe avviare un coordinamento dei gruppi regionali; in programma, forse per febbraio, gli stati generali regionali. Tra i percorsi unitari avviati, c’è anche quello di Siena, altra esperienza toscana di lavoro comune a sinistra. “Uniamo la sinistra” è il titolo di un appello lanciato a giugno, sorta di carta di intenti che tramite un apposito sito web sta raccogliendo centinaia di adesioni.

 

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