Il presidente della Camera insiste anche sulle riforme: «Pena una crisi drammatica»

Bertinotti: «Il governo ha una chance: nel 2008 affronti la questione salari»

A. Mau.

Liberazione 29 dicembre 2007

Malgrado tutto, nonostante che i magri risultati di questo governo siano sotto gli occhi di tutti, l’esecutivo Prodi ha ancora una «chance». Se la può giocare affrontando nel 2008 la questione salari. Fausto Bertinotti non si rimangia il giudizio negativo su questo primo scorcio di legislatura espresso in una recente intervista a Repubblica («E’ senso comune, basta andare in giro, parlare con la gente...»), ma lascia uno spiraglio all’attività di governo dell’Unione, anche in vista della verifica programmatica chiesta dalla sinistra al presidente del Consiglio. «Non tocca a me definirla - dice il presidente della Camera in un’intervista a “7P” di Rai Parlamento - ma la chance del governo è di andare ad un adeguamento programmatico che sia in grado di affrontare i grandi problemi del paese: come si fa a non vede che la questione salariale è prioritaria?». Pertanto il 2008 dovrà essere l’anno del recupero del potere d’acquisto dei salari, è l’auspicio di Bertinotti. Ma l’anno che verrà dovrà essere anche quello delle riforme.

Il presidente della Camera non indica limiti temporali al dialogo in corso con il centrodestra, ma ribadisce, come aveva fatto prima di Natale, la necessità di mettere mano non solo alla legge elettorale, ma anche alle riforme costituzionali e dei regolamenti parlamentari. Pena «una crisi drammatica», sostiene il presidente dell’assemblea di Montecitorio. «Il punto è secondo me irrinviabile - spiega - ci vuole una nuova legge elettorale ed una riforma costituzionale mirata al superamento del sistema bicamerale ed una modifica dei regolamenti. Una stagione di riforme brevi che deve però essere fatta rapidissimamente se non si vuole consumare una crisi grave, forse drammatica, delle istituzioni».

Bertinotti invita a considerare le riforme come essenziali anche per la soluzione dei problemi sociali: «Capisco bene che chi vive con mille euro al mese si senta dimenticato e che il paese è molto sofferente, capisco che si possa pensare da parte di tanta parte dell’opinione pubblica, che questa sia una discussione che tocca solo la politica. E invece tocca in realtà anche i salari, l’occupazione, perchè se la politica non decide, il paese arretra».

Ultimi giorni dell’anno, a dicembre la sinistra ha tenuto la sua prima assemblea unitaria nazionale a Roma. Bertinotti non manca di rinnovare il suo appello alla «costruzione di un soggetto unitario, plurale a sinistra» che rappresenti quella parte di società che vive una cultura di sinistra. «Per il futuro - continua il presidente della Camera - io penso che per la parte di società che vive una cultura di sinistra e che non si sente rappresentata nelle forze politiche di centrosinistra, sia impellente la necessità di costruire un soggetto unitario, plurale, a sinistra, in grado di rendere queste forze protagoniste della vita del paese. E io penso che anche qui c’è una scadenza urgente».

 

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