Noi, operaie e operai comunisti, diciamo: lasciamo Prodi e teniamo falce e martello

 

L'Ernesto 20 dicembre 2007

Caro Segretario Diliberto, noi operaie e operai comunisti, membri del comitato centrale del Partito dei Comunisti Italiani, ti chiediamo di ascoltarci. Il governo Prodi, con l’approvazione del pessimo accordo su pensioni e welfare, ha deluso molto tutti coloro che si aspettavano grandi cambiamenti dopo la sconfitta di Berlusconi. Giustamente tu hai richiamato la vocazione a farci "contare" dentro al governo. Ma questa vocazione non può essere data "a prescindere" dai risultati che, purtroppo, sono quasi tutti contraddittori: la finanziaria "lacrime e sangue" dell'anno scorso, gli aumenti delle spese militari del 13% nel 2007 e dell'11% il prossimo anno rispetto al governo precedente, nessuna correzione delle cosiddette "leggi ad personam" di Berlusconi, il conflitto di interessi, l’intangibilità della legge Bossi Fini sull’immigrazione e della controriforma moratti sull’istruzione e poi ancora la prosecuzione della guerra in Afghanistan ed ora probabilmente in Kosovo, la TAV, la base di Vicenza, la controriforma sul TFR, nessuna nuova legge sui diritti civili (Dico, unioni di fatto) ed ora l'attacco alle pensioni ed il "nulla di fatto" contro il lavoro precario. Siamo stufi di vedere i lavoratori morire come alla ThyssenKrupp di Torino (dove si facevano turni di 13/14 ore proprio mentre nel protocollo sul welfare si introduceva la decontribuzione del lavoro straordinario). Ma siamo anche indignati nel pensare ad una politica in cui "si dicono certe cose in campagna elettorale" e "se ne fanno altre, decisamente diverse" quando si governa. Siamo inoltre delusi da come i partiti della sinistra (compreso il nostro) hanno operato dentro il governo: 142 deputati e senatori dei Comunisti Italiani, di Rifondazione, dei Verdi e di Sinistra Democratica, non hanno contato nulla rispetto a Dini e ai suoi 2 amici. Una condotta per nulla efficace, originata anche dal dire ogni volta: "siamo responsabili, non faremo mai cadere il governo". Così non ti danno neanche "l'osso per il cane".

Siamo unitari, ma vorremmo una sinistra vera, anticapitalista, antiliberista che, ad esempio, sappia essere realmente alternativa al Partito Democratico di Veltroni (lui si che ha sdoganato Berlusconi, almeno quanto fece D'Alema con la "bicamerale").

Siamo contrari al fatto che nel nuovo simbolo della "cosa rossa" sia stata cancellata la falce e il martello, proprio quando i comunisti dovrebbero costituirne il 70-80% del possibile elettorato.

Per questi motivi ti chiediamo di riconsiderare il giudizio su Prodi e di ritirare quindi la nostra delegazione dal governo, nonchè di discutere la nostra presenza in un soggetto che, per ora non ha alcun profilo politico di classe, nè tanto meno un "cuore" e sta assumendo invece le sembianze di una "dèpendance di sinistra" del PD.

Sappiamo che c'è il rischio di una nuova possibile legge elettorale che, con una soglia di sbarramento più alta, potrebbe cancellare le forze critiche, ma non si può costruire una linea politica sul "salvare la pelle", perchè la tua base sociale lo capisce e, con ragione, poi non ti vota più.

Caro Diliberto, care compagne e cari compagni, riprendiamo la costruzione di un grande Partito Comunista in Italia, unica condizione per avere una vera sinistra. In sintesi, ti chiediamo: lasciamo Prodi e teniamo la falce e martello.

Gerardo Giannone, operaio Fiat Pomigliano - Franco Bosisio, operaio Siac - Ilaria Reggiani, lavoratrice precaria - Valeria Scotti, operaia servizi - Giovanni Zungrone, operaio Magnetto Wheels

Per comunicazioni: Gerardo Giannone 349.6019140-338.7368998 pdci.alfa@libero.it

Prime adesioni:

Lucia Accardi, comitato centrale, Antonietta Acerenza, comitato centrale, Franco Adamo, resp. org. Calabria, Silvia Achilli, segretaria Lecco, Tonino Aversa, comitato centrale, Giovanni Bacciardi, comitato centrale, Alberto Basso, comitato centrale, Laura Bennati, dir. naz. FGCI, Donatella Berti, comitato centrale, Antonio Bertuccelli, segretario Messina, Ketty Bertuccelli, dir. naz. FGCI, Michelangelo Bonomolo, cons. reg.Molise, Roberta Bozzi. comitato centrale, Alessandro Caliandro, dir. naz. FGCI, Peppe Campanile con. prov. Salerno, Marco Cannella, segr. FGCI Palermo, Edoardo Castellucci, segretario Latina, Anna Chiara Cavallari, dir. naz. FGCI, Massimo Ciusani, comitato centrale, Mario Corticelli, comitato centrale, Bernardo Croci, dir. naz. FGCI, Alessandro D’Alessandro, dir. naz. FGCI, Antonello Di Cello, segretario Catanzaro, Catullo Foresta, comitato centrale, Paolo Formelli, segretario Pavia, Maria Grazia Fortino, comitato centrale, Daniela Fricano, comitato centrale, Luciano Ghelli, capogruppo reg. Toscana, Michele Giambarba, comitato centrale, Stefano Grondona segretario Bologna, Luca Guerra cons. prov. Milano, Noemi Guzzo, comitato centrale, Costantino Levote, comitato centrale, Alessandro Lombardo, dir. naz. FGCI, Laura Meneghini, comitato centrale, Carmela Merenda, comitato centrale, Massimo Mergoni, segretario Mantova, Antonella Montesi, comitato centrale, Alessandro Mustillo, dir. naz. FGCI, Roberto Pavani cons. prov. Mantova, Luigi Perna, comitato centrale, Monica Perugini, comitato centrale, Giacinta Previti comitato centrale, Matteo Riva, comitato centrale, Nicola Rotondaro, cap. cos. com. Firenze, Rolando Sorri, pres. com. fed. Firenze, Roberto Spaziani, ass. com. Frosinone, Raffaele Timperi, dir. naz. FGCI, Laura Triumbari, comitato centrale, Walter Tucci, comitato centrale, Denis Valenti, segretario Forlì, Bruno Valentini cons. prov. Roma, Canzio Visentin, ass. prov. Ravenna, Peppino Vitale pres. com. fed. Palermo

 

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