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Dichiarazione di voto di Alberto Burgio sul 1° emendamento al documento |
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CPN del 16 dicembre 2007 Dichiarazione di voto di Alberto Burgio a favore dell'emendamento al punto 1 all'ordine del giorno finale proposto dalla Segreteria nazionale Testo dell'emendamento Al punto 1, sostituire l'intero 5° capoverso, dalle parole «è coerente a questa ispirazione» alle parole «elezioni regionali e amministrative», con il seguente periodo: «In questo senso, per la prossima tornata elettorale amministrativa, qualora vi siano le condizioni programmatiche e l'accordo delle altre forze della sinistra di alternativa, si possono presentare liste unitarie, previa deliberazione favorevole delle strutture territoriali del Partito». Claudio Grassi, Alberto Burgio, Bianca Bracci Torsi, Maria Campese, Guido Cappelloni, Aurelio Crippa, Bruno Steri Questo emendamento definisce due condizioni perchè si possano presentare liste unitarie nella prossima tornata elettorale amministrativa, condizioni che ci sembra necessario porre e rendere esplicite. La prima è che vi siano convergenze programmatiche significative, tali da giustificare la decisione di andare a liste unitarie. Non è scontato che tali convergenze si determinino, anche in ragione della vocazione governista di alcune forze della sinistra poc'anzi richiamata dal compagno Giordano. Occorrerà verificare caso per caso, da parte dei gruppi dirigenti del Partito competenti sul territorio. La seconda condizione è che vi sia l'accordo delle quattro forze politiche che hanno dato vita agli «stati generali». Anche questo non è scontato e andrà verificato in concreto. Laddove questo accordo non vi fosse, la lista unitaria non sarebbe soltanto preclusa (o cambierebbe comunque natura), sarebbe anche - e mi meraviglio che questo aspetto sfugga o sia sottovalutato - un grave errore ai fini del risultato elettorale del nostro Partito, che potrebbe pagare la decisione di non figurare col proprio simbolo mentre altri partiti si presentano con la falce e martello. Inoltre l'emendamento che proponiamo esplicita la norma statutaria che sancisce la sovranità degli organismi territoriali del Partito in materia di elezioni amministrative. Non è detto che le compagne e i compagni conoscano a memoria lo Statuto e non è questa una materia sulla quale si possano rischiare equivoci. La sovranità degli organismi dirigenti del Partito è infatti un tema che riempie di sostanza politica l'affermazione dell'odg secondo cui si vuole rafforzare il Partito. E’ difficile immaginare il rafforzamento di un Partito del quale non si salvaguardino le prerogative decisionali. Infine osservo che il passaggio dell'odg della Segreteria nazionale che proponiamo di sostituire tende a pregiudicare la decisione delle strutture territoriali dl Partito, o quanto meno a condizionarla pesantemente, definendo le liste unitarie «un obiettivo da perseguire con determinazione»: non si tratta, evidentemente, di una formula ininfluente. Anzi, è un passaggio in palese contrasto con la norma statutaria che viene richiamata in modo criptico.
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