Migliore: "la verifica, per un nuovo patto di legislatura"

Aldo Garzia

Aprile online 17 dicembre 2007

I rapporti con il governo, l'avvio di una consultazione interna in vista della verifica programmatica, i temi della riforma della legge elettorale, il futuro de La Sinistra/l'Arcobaleno. Facciamo il punto con Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera

Domenica di lavoro per Rifondazione. Ieri il Prc ha riunito il suo Comitato politico. Al centro della discussione i rapporti con il governo, l'avvio di una consultazione interna in vista della verifica programmatica, i temi della riforma della legge elettorale. Il Prc ha pure deciso di rinviare il proprio Congresso, che si svolgerà entro la fine del 2008 e non a marzo come precedentemente annunciato. Delle conclusioni del Comitato politico nazionale discutiamo con Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione a Montecitorio.

Come si svolgerà e che tempi avrà la consultazione all'interno del vostro partito?

A gennaio chiameremo a discutere i nostri gruppi dirigenti periferici: direttivi di federazione e comitati regionali. Sulla base di un primo mandato andremo a una verifica con il governo. Poi porteremo l'esito di questo confronto al corpo più largo degli iscritti al nostro partito. Alla fine di questo percorso, prenderemo le nostre decisioni. Ovviamente, discuteremo con Verdi, Pdci e Sinistra democratica se non sia il caso di condurre questa verifica insieme. Sarebbe il modo giusto di proseguire il nostro rapporto unitario dopo l'assemblea dell'8 e 9 dicembre, che valuto come l'avvio di un processo politico e non una parentesi.

Quali sono i temi che sui quali chiedete una correzione politica da parte del governo?

Ci tengo a precisare che la verifica di cui parliamo non è un rito da Prima Repubblica. Noi non chiediamo nè rimpasti nè nomine. Puntiamo piuttosto a una ridefinizione di programma e a un patto di legislatura.

Partiamo infatti da una considerazione: sul merito del "pacchetto welfare", con la richiesta del voto di fiducia e la cancellazione dei miglioramenti approvati in sede di Commissione, si è interrotto un vincolo politico. Noi alla fine abbiamo votato quel pacchetto in nome di un vincolo sociale - bisognava evitare l'entrata in vigore della riforma Maroni sulle pensioni - ma ora occorre verificare le possibilità di ricostruire un rapporto politico con il governo. In particolare, la verifica andrà fatta su salari, precarietà, diritti della persona (dai Pacs all'approvazione della legge Amato-Ferrero sui migranti) e sulla riduzione delle spese militari.

E sulla vicenda del raddoppio della base militare della Nato a Vicenza qual’è la vostra posizione?

I quattro ministri di La sinistra-l'arcobaleno hanno già inviato una lettera a Prodi chiedendo un ripensamento. Come Rifondazione, abbiamo depositato una mozione in Parlamento chiedendo la moratoria della decisione sulla base Nato di Vicenza. Vorremmo discuterne presto.

Dentro Rifondazione cresce però l'insoddisfazione verso il governo. Siete tutti uniti su questa posizione che rimanda il problema dei rapporti con il governo nei prossimi mesi?

Il percorso che abbiamo scelto serve a tenere uniti tutti su un comportamento che deve essere collettivo di fronte a una indubbia crescita di insoddisfazione nel nostro partito e nei suoi gruppi dirigenti. Occorre ritrovare una connessione politica tra quello che andiamo proponendo e la nostra gente.

Qual’è la posizione del Prc sulla bozza di riforma elettorale in discussione al Senato, quella ormai denominata "proposta Bianco"?

Non avviare la discussione su quel testo sarebbe un suicidio politico, perchè si andrebbe di corsa verso il referendum. Noi chiediamo la modifica di quella bozza almeno su due punti essenziali: il doppio voto per il candidato di collegio e per la lista di partito, il recupero dei resti su base nazionale. Ribadisco che per Rifondazione l'obiettivo fondamentale è evitare il referendum.

C'è una posizione comune della "Cosa rossa" sulla legge elettorale?

Mi auguro che ci sia una posizione comune. Io sono per trattare, trattare e ancora trattare. Confido nell'approccio metodologico: si deve trovare una soluzione in Parlamento. Bisogna puntare a un compromesso accettabile. Non dimentichiamo che c'è un vertice di maggioranza con Prodi proprio sulla legge elettorale previsto per il 10 gennaio

Occorre intanto investire davvero sul processo unitario tra le forze della sinistra. Nessuno punta ad annessioni. Il problema non è questo. Semplificare la rappresentanza cercando politicamente di costruire un'unica forza della sinistra non è una questione irrilevante.

La sinistra-l'arcobaleno avrà dunque portavoci unitari in Parlamento?

Sarebbe importante che fosse così. Sarebbe un passo avanti significativo. Non è importante chi svolgerà questo ruolo, dal momento che si potrebbe pensare anche a una rotazione. L'importante è procedere nella giusta direzione.

 

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