Malumori sulla Sinistra, l'Arcobaleno

Franco Giordano: "Gennaio, mese complesso"

 

Ansa 16 dicembre 2007

Ad una settimana esatta dalla nascita della sinistra arcobaleno, Rifondazione Comunista riunisce il comitato politico del partito per definire la 'road map' in vista della verifica di gennaio e, parallelamente, tastare il grado di consenso del nuovo soggetto politico messo in campo con Pdci, Verdi ed Sd.

L'invito che il segretario del partito Franco Giordano rivolge ai suoi dirigenti è chiaro: 'L'assemblea dell'8 e 9 dicembre è stata straordinaria ora dobbiamo andare avanti per quella direzione'. Il debutto del nuovo soggetto politico, nelle intenzioni del leader del Prc, è il voto amministrativo previsto nella primavera del 2008. Prima del voto però il segretario di Rifondazione ha in mente di 'rodare' la sinistra arcobaleno in un seminario nazionale da tenere nei primi mesi del 2008 e che avrà come argomento la costruzione della nuova soggettività politica.

La partita per il Prc però è tutt'altro che conclusa. Oltre all'impegno nel portare avanti la federazione della sinistra per Rifondazione si apre il capitolo sulla verifica di governo. 'Gennaio è un mese complesso', dice Giordano che prepara i suoi a serrare le fila. Al più presto la consultazione della base sui temi da proporre alla verifica di governo e poi una volta concluso il confronto con Palazzo Chigi e averne dato un giudizio politico, spetterà di nuovo al popolo della sinistra pronunciarsi sull'esito della verifica e stabilire se per il Prc l'esperienza di governo dovrà concludersi. Sul tavolo del confronto peserà anche la partita della legge elettorale.

Rifondazione è disposta a discutere partendo dalla 'bozza' Bianco a patto che ci siano due modifiche: voto disgiunto nel collegio tra candidato e lista e poi il recupero nazionale dei resti. 'La bozza Bianco non è il tedesco - sottolinea Giordano - ma se cade non c'è più spazio per intervenire sulla legge elettorale'. Per Rifondazione il pericolo numero uno si chiama referendum, che nel caso dovesse passare avverte il leader del Prc 'sarebbe la cancellazione della nostra autonomia'. Il ministro per la solidarietà Sociale Paolo Ferrero invita il partito a non perdere tempo e a cercare 'un accordo con i proporzionalisti di ogni schieramento'. La convocazione del Comitato politico mette però in luce la 'sofferenza' del partito, resa ancora più evidente dopo il voto del welfare. E se Giordano chiama i suoi al senso di responsabilità perché, avverte 'o c'è una compartecipazione al progetto o non ce la facciamo'; Ramon Mantovani non risparmia le sue critiche: 'C'è ormai un abisso tra la politica e il Paese e noi stiamo dalla parte sbagliata della barricata', osserva il deputato del Prc che non nasconde neanche lo scetticismo di fronte alla costruzione della 'cosa rossa': 'Tre delle quattro forze che hanno come missione governare - osserva - io non dico di mettere in mora il processo unitario ma almeno affrontiamo i problemi'.

Malumori si registrano anche nella definizione dei contorni del nuovo soggetto politico. Un no secco al partito unico arriva da Claudio Grassi, coordinatore di Essere Comunisti così come da Paolo Ferrero che batte sul tasto della federazione.

All'opposto Alfonso Gianni che invece sottolinea come 'un soggetto federato è solo un passaggio che deve concludersi con l'unità, altrimenti si torna indietro'.

Il nervosismo del Prc non si nasconde neanche sul tema della leadership, nessuno fa il nome di Nichi Vendola, dato da molti il pole position nella guida futura del nuovo soggetto politico, ma nei vari interventi si fa una sorta di azione preventiva chiedendo che non si discuta di leader. Un ragionamento messo in pratica anche dallo stesso segretario: 'Parlare di leader osserva Giordano - brucia le dinamiche dell'innovazione, noi - spiega - dobbiamo investire sulla partecipazione'.

 

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