Giorgio Cremaschi La Rete 28 aprile oggi in piazza

«Pesa il no della Cgil»

o.c.

il manifesto 15 dicembre 2007

Vicenza

Giorgio Cremaschi, segretario della Fiom e animatore della Rete 28 aprile della Cgil, sarà oggi a Vicenza alla manifestazione.

Una manifestazione diversa dalle altre.

Torniamo a Vicenza quasi un anno dopo il 17 febbraio e siamo diversi. La situazione è di maggiore difficoltà. Il movimento pacifista si sta muovendo in grandi difficoltà. Un anno fa abbiamo assistito a una manifestazione grandiosa ma che ha segnato in qualche modo simbolicamente l'avvio di una fase in cui alla massima presenza della sinistra non corrisponde quasi nulla a livello istituzionale. Il giorno dopo il 17 febbraio, i segretari e dirigenti dei partiti che erano presenti a Vicenza avevano già dimenticato quella straordinaria giornata. Penso però che da questa manifestazione sapremo uscire più consapevoli di come ci si può muovere e continuare a resistere. In questo momento ci sono tanti interlocutori formali ma nessuno reale.

Ti riferisci anche ai ministri della sinistra arcobaleno che hanno scritto a Prodi?

Sappiamo bene che quella diventerà la letterina di natale. Gli unici riferimenti internazionali qualora dovesse esserci una crisi di governo saranno legati al sistema elettorale tedesco o spagnolo, temo.

Pesa, rispetto al 17 febbraio, l'assenza della Cgil.

Devo dire che mi dispiace molto di questa involuzione in corso di Cgil e anche parzialmente della Fiom. E' una involuzione che sta portando alla separazione della Cgil dal movimento, si sta tornando a una situazione pre 2001. Ed è una involuzione che sta mettendo in difficoltà anche la Fiom, che non parteciperà a una manifestazione che in altri tempi avrebbe fatto sua. E' una manifestazione ancora più importante di prima perché stiamo progressivamente entrando in una fase di crescita di peso della presenza militare nel nostro paese. C'è Vicenza, c'è l'aumento delle spese militari, e poi ci sono l'Afghanistan, il Kosovo.

 

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