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Sinistra arcobaleno |
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Rischio di contestazioni, «ma ci saremo lo stesso» |
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Stefano Milani |
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il manifesto 15 dicembre 2007 Nonostante il rischio di prendere qualche fischio sia alto, la sinistra di governo ci sarà. Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica, l'Arcobaleno tutto insomma oggi è a Vicenza a manifestare insieme ai comitati No Dal Molin contro l'ampliamento della base americana. Il presidio vicentino chiedeva ai ministri e ai sottosegretari di starsene a casa, e a casa resteranno. Solo loro però, perché in piazza scenderanno tutti gli altri. In ordine sparso e rigorosamente senza bandiere di partito. L'unica ammessa a sventolare sarà quella bianca con il logo del No Dal Molin in bella mostra. La lista delle adesioni politiche è lunga e le eventuali defezioni, fanno sapere, sono «giustificate» per via del voto sulla finanziaria in esame alla camera. Farà di tutto per esserci la capogruppo al senato del Pdci, Manuela Palermi, che ostenta ottimismo: «Sarà una grande manifestazione e sono sicura che non riceveremo alcun fischio, è la nostra gente». La base vicentina è certo arrabbiata con la politica delle belle parole e dei pochi fatti, «ma le loro battaglie sono sempre state condivise da noi e in parlamento stiamo facendo di tutto per dare voce alle loro richieste». La delusione del popolo berico è però innegabile, quindi «se ci dovesse essere qualche dissenso da parte loro - prosegue - sarà del tutto legittimo». Il rischio di contestazione c'è. Ancora ieri il comitato vicentino ribadiva che quella di oggi sarà una manifestazione aperta a tutti, sottolineando però come dal governo finora ci siano stati «solo segnali d'arroganza che dimostrano che i cittadini sono considerati soltanto come una presenza collaterale». Una distanza tra la «base» movimentista e i partiti della sinistra che si fa ogni giorno più marcata. «Loro devono però capire che non si può ogni volta minacciare di uscire dal governo se non si ottengono dei risultati a breve termine. Io credo invece che è proprio stando all'interno dell'esecutivo che possiamo ottenere qualche risultato», il pensiero del capogruppo dei senatori del Prc, Giovanni Russo Spena, anche lui oggi presente al corteo. «Un dovere esserci - prosegue - perché non abbiamo mai accettato la scelta di ampliare la base di Vicenza contro la volontà della popolazione locale». Oggi in piazza ma con il pensiero rivolto al futuro, a quella famigerata verifica di gennaio con Prodi e gli alleati di coalizione. «E tra i punti della verifica - sottolinea Russo Spena - uno di quelli più importanti sarà proprio la moratoria sul raddoppio della base almeno sino a quando non si sarà svolta la conferenza sulle servitù militari che figurava nel programma dell'Unione». Da Rifondazione arrivano anche dei mea culpa. «Con la questione del Dal Molin - ammette Elettra Deiana, vicepresidente della commissione Difesa alla camera - il governo ha toccato il suo punto più basso per quanto riguarda il rispetto del programma e il rapporto democratico con gli elettori». A dire no alla base ci sarà anche una delegazione dei Verdi, tra questi l'onorevole Luana Zanella che ci tiene a far sapere come la Sinistra l'arcobaleno si sia battuta in parlamento, «abbiamo presentato una risoluzione alla camera firmata da tutti i deputati contrari all'ampliamento della base», dice. Poco, troppo poco gli risponde indirettamente Marco Ferrando, del Movimento per il Partito comunista dei lavoratori, per il quale «la Sinistra-Arcobaleno si espone alla scissione con il movimento e con larghi settori della propria base che sono stanchi dell'infinita doppiezza tra parole e fatti, e si faranno sentire».
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