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La sinistra che verrà, la sinistra che vogliamo Apriamo questo spazio per informare sullo stato della discussione in Italia e perchè riteniamo che per costruire/rinnovare la sinistra sia necessario il contributo e la partecipazione di tutti/e. Non lasciamo che siano solo i vertici dei partiti a discutere e decidere per noi. Enrico Mandelstam |
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Non siamo una tendenza culturale, non ci sciogliamo Ieri, oggi e domani... C O M U N I S T I !
APPELLO Qui di seguito il testo dell’appello proposto da Tiziano Loreti, Segretario provinciale, e da Alessandro Bernardi, Responsabile movimenti della Federazione bolognese del Partito della Rifondazione Comunista. Si tratta di una iniziativa molto utile al fine della battaglia congressuale, che si prefigge il dichiarato scopo di costituire una rete aperta per iniziare a discutere dei contenuti e dei modi con i quali affrontare il congresso. Io ho aderito ed invito tutte/i a fare lo stesso. Il sito (provvisorio) al quale fare riferimento è: www.sxm.splinder.com/ La email alla quale far giungere le adesioni è: ottobresempre@hotmail.it Ramon Mantovani
***** Siamo compagne e compagni che in questi anni abbiamo lavorato nei conflitti sociali, nei movimenti e in Rifondazione Comunista. Abbiamo condiviso un percorso, che aveva fatto di Rifondazione Comunista un progetto originale, sia nel campo delle forze politiche italiane che in quello internazionale. Abbiamo visto nel progetto della Sinistra Europea il tentativo di costruire una soggettività nella quale le identità politico-culturali potevano arricchirsi, contaminarsi, ma anche rilanciarsi senza essere cancellate o dichiarate “fuori corso”. Abbiamo condiviso la scelta, dopo i grandi movimenti locali e nazionali da Genova in poi, di provare la strada del governo per tentare di invertire le tendenze dell’ultimo ventennio. Ma lo abbiamo fatto consapevoli che era una possibilità e che sarebbe stato necessario lottare per vincere le resistenze dei poteri forti e dei nostri stessi alleati di governo. Per tutti questi motivi siamo critici sia sul modo con il quale siamo stati al governo e nelle istituzioni sia sulla natura politicista dell’attuale processo di unità della sinistra. Ormai è chiaro che nell’esperienza di governo abbiamo finito con il praticare la “riduzione del danno” ed abbiamo introiettato l’idea, che mai ci era appartenuta, che non ci fosse la possibilità di rompere. E’ così che nella crescente separazione fra politica e società ci siamo trovati dalla parte sbagliata. Ed è così che di fronte ad un tale fallimento è comparsa la scorciatoia del superamento di Rifondazione Comunista e di un’unità verticistica con altre forze dal chiaro impianto governista ed elettoralista. Proposta che ha finito con inibire maggiormente e definitivamente la possibilità di presentare il conto al governo in occasione del decreto sul welfare e sulle pensioni, come pure avevamo deciso di fare, anche prevedendo un referendum di massa sulla nostra permanenza al governo nell’autunno scorso. Il ventilato “superamento” di Rifondazione Comunista, la politica dei fatti compiuti senza una discussione partecipata, l’ambiguità, su questioni dirimenti, del processo unitario, hanno gettato nello sconforto molte/i compagne/i dentro e fuori il PRC. Noi non ci riconosciamo nella formula ambigua “soggetto unitario e plurale”, dietro alla quale si nascondono posizioni diverse e forse perfino contrapposte, con la quale il gruppo dirigente nazionale del partito ha conservato l’apparente unità necessaria a fare, in modo oligarchico, scelte fondamentali senza nessuna discussione. Siamo, invece, interessati ad una discussione congressuale chiara, senza reticenze, in modo che ogni iscritto/a possa veramente decidere del futuro, della linea strategica del PRC e della sua stessa esistenza. Non ci proponiamo di dare vita ad una cordata nella maggioranza o ad una ennesima corrente di minoranza. Pensiamo si possano unire coloro che, avendo condiviso e sostenuto negli ultimi congressi le scelte della maggioranza, sono critici con le scelte del gruppo dirigente di questi ultimi due anni. Vogliamo partecipare al dibattito congressuale con l’esplicito obiettivo di riprendere e rilanciare la rifondazione comunista. Non consideriamo l’autonomia politico-organizzativa del PRC come un impedimento o un freno al processo unitario a sinistra. Al contrario vogliamo che il processo vada avanti su solide basi politiche e partecipative, ma senza rimuovere e ignorare le differenze profonde sul piano politico e teorico che esistono su temi fondamentali come il governo e il rapporto con il Partito Democratico. Siamo consapevoli che il nostro partito vive una crisi e non ne vogliamo ignorare i limiti. Ci era sembrato, con la conferenza d’organizzazione di Carrara, che si fosse imboccata la strada giusta per cominciare ad affrontarli e risolverli. Ma abbiamo visto, con preoccupazione crescente, negare nei fatti quanto deciso a Carrara, in favore di una gestione, da parte del gruppo dirigente, improntata ad un uso strumentale del partito e della militanza per fini decisi da pochi, come si è ben visto in occasione della formazione delle liste elettorali. Ma sappiamo per esperienza, e per nostra stessa testimonianza, che sempre le compagne e i compagni di Rifondazione, nei momenti più difficili, hanno saputo trovare energie inaspettate e la voglia di esistere collettivamente. Facciamo appello a tutte/i le compagne/i interessate/i a salvare e rilanciare il PRC, il suo progetto innovativo ed originale, a lavorare per l’unità di una sinistra antagonista ad unirsi dal basso per discutere insieme, liberamente, fuori dalle ristrette logiche delle cordate della maggioranza e dalle correnti di minoranza che, fino ad ora, hanno impedito una vera e partecipata discussione dentro e fuori il PRC. L’analisi della globalizzazione capitalistica, la partecipazione alla nascita del movimento mondiale altermondista, l’individuazione di una profonda crisi della rappresentanza e più in generale della politica, la critica del potere, l’idea dei limiti di un partito politico, la critica dello stalinismo e del concetto di formazione di avanguardia, la non violenza e la disobbedienza come pratica del conflitto, ed altre cose ancora, ci hanno arricchiti/e e ci hanno fatto sperare nella possibilità di cominciare a praticare veramente la rifondazione comunista. Metteremo quindi a disposizione questo sito/forum aperto per riprendere la discussione generale e tematica su questi temi. Dopo la campagna elettorale, nella quale saremo tutte/i impegnate/i, troveremo insieme i modi e i tempi per continuare la discussione e per preparare la battaglia congressuale. Chiunque voglia partecipare a questa discussione e alla battaglia può, fin d’ora, sottoscrivere questo appello e iscriversi a questo sito. Grazie e buon lavoro.
Tiziano Loreti segretario provinciale PRC/SE Bologna Alessandro Bernardi responsabile movimenti PRC/SE Bologna Ramon Mantovani direzione nazionale PRC/SE Pamela Conti resp. comm. lavoro e segr. circolo tlc PRC/SE Bologna Luca Marini PRC/SE Montemurlo (PO) Italo Di Sabato resp. Osservatorio nazionale sulla repressione PRC/SE Ferdinando Napolitano Impiegato Gruppo Unicredit Paderno Dugnano (MI) Antonio Corrado capogruppo PRC/SE Comune di Busto A. (VA) Marica Porta Circolo PRC/SE "Palestina Libera" Molfetta (BA) Salvo Scuderi PRC/SE Catania e membro CPR Sicilia Mario Gabrielli Cossu segr. Circolo PRC/SE "E. Berlinguer" Bruxelles Roberto Ferrario Circolo PRC/SE di Parigi Marco Sironi già segretario Federazione Bergamo PRC/SE ora candidato alla Camera per la Sinistra Arcobaleno Luca Fontana segretario Circolo "Che Guevara" PRC/SE Roma Emanuele Modugno membro segreteria provinciale PRC/SE Brindisi Alessandro Bonacchi consigliere PRC/SE Circoscrizione Prato Sud e membro Cpf Danilo Barreca Fed. PRC/SE Reggio Calabria Alessandro Vinci consigliere prov. PRC/SE Oristano e membro del Cpf Giuseppe Pelli segr. Circolo PRC/SE "R. Menchu" Roma X Municipio
Enrico Mandelstam
membro direttivo Circolo "Karl Marx" PRC/SE Londra
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